Presidente Stoffel, ci presenta l’Associazione svizzera delle imprese di spedizione e logistica? Quanti associati avete, di che cosa si occupa e quali sono i suoi obiettivi?
SPEDLOGSWISS, l’Associazione svizzera delle imprese di spedizione e logistica, fondata a Basilea nel 1919, rappresenta gli interessi di 362 aziende attive nei settori della logistica, spedizioni e commercio internazionale ripartite nelle 5 aree geografiche della Svizzera: Nord-orientale e occidentale, Centrale, Romandia e Ticino. SPEDLOGSWISS è l’interlocutore con le autorità, il governo e le organizzazioni internazionali per influenzare normative e regolamenti.
SPEDLOGSWISS Ticino è una sezione dell’associazione svizzera ed esiste dal 2007. Ci può raccontare come è evoluta in questi quasi venti anni di vita?
Dal 1949 in Ticino operava l’Associazione Spedizionieri Chiasso, nata nel Mendrisiotto grazie al ruolo cruciale della stazione ferroviaria di Chiasso. Sebbene vi fosse già un collegamento con realtà nazionali, nel 2007 è stata costituita la Sezione ticinese di SPEDLOGSWISS per rispondere alle specifiche esigenze del territorio. Oggi questa rappresenta circa il 90% delle aziende del settore in Ticino, includendo 58 imprese che occupano oltre mille collaboratori. Negli ultimi 20 anni, SPEDLOGSWISS Ticino ha affrontato sfide significative per sostenere le aziende associate e garantire la loro competitività in un settore in evoluzione. Tra le priorità c’è stato l’adeguamento alle complesse normative doganali nazionali e internazionali, che ha richiesto un costante aggiornamento e un’attenta gestione delle procedure operative.
Quali sono le problematiche che sono cambiate in questi anni? Quali sono gli aspetti più importanti sui quali concentrate i vostri sforzi come associazione?
Sicuramente la gestione del personale, che è una tematica storica e complessa per il settore della logistica e delle spedizioni in Ticino. Da sempre, il nostro settore si basa in larga parte sui frontalieri. Tuttavia, con il mutare del panorama economico, in particolare a seguito della crisi del mondo finanziario, si apre una nuova opportunità per chi, in Ticino, desidera reinventarsi.
Il settore delle spedizioni offre un lavoro dinamico e affascinante, che permette di entrare in contatto con persone, culture e mercati di tutto il mondo. Non è un lavoro monotono o prevedibile, ma ricco di sfide e soddisfazioni, ideale per chi ha curiosità, spirito di iniziativa e voglia di mettersi in gioco. È vero che gli stipendi del nostro settore sono, da sempre, più contenuti rispetto a quelli di altri ambiti, tuttavia il valore aggiunto del nostro lavoro risiede nell’unicità delle esperienze che offre e nelle prospettive di crescita professionale.
Visto che rappresentate aziende di trasporto quotidianamente ci può fare una fotografia di come è oggi questo settore? È più difficile o facile rispetto al passato, operare con altri Paesi?
Le nostre aziende, oltre a gestire operazioni doganali ai confini con l’Italia e la Svizzera, si occupano di logistica e movimentazione internazionale, garantendo trasporti verso e da qualsiasi mercato con professionalità e precisione. Operare oggi non è né più semplice né più complesso rispetto al passato, ma diverso: il nostro compito rimane quello di facilitare il trasporto delle merci nel mondo, affrontando le sfide di un mercato globalizzato. Per competere con operatori asiatici e americani, è essenziale maggiore flessibilità nelle condizioni di lavoro, sia sugli orari che sulla possibilità di operare nei giorni festivi. La digitalizzazione, già in corso, è inoltre cruciale per ottimizzare l’efficienza e mantenere alto il livello dei servizi, confermando il ruolo centrale delle nostre aziende nel commercio globale.
Voi vi occupate anche di formazione. C’è interesse da parte dei giovani per le professioni del settore? Come fare per avvicinarli maggiormente?
Per ovviare al ricambio generazionale e alla possibile riduzione della manodopera frontaliera, la Sezione Ticino ha deciso di avviare la formazione specifica degli apprendisti che possono conseguire un AFC quale impiegato di commercio nel ramo della logistica e delle spedizioni internazionali. È in corso il primo anno di formazione di 4 apprendisti. Questa formazione di giovani leve di fatto interessa non solo i nostri associati, bensì anche le aziende industriali ticinesi che esportano i loro prodotti. La professione di spedizioniere è il lavoro più bello del mondo. Ogni giorno offre nuove sfide e opportunità, rendendolo sempre stimolante. Per i giovani è un ruolo ideale, che permette di entrare in contatto con tutto il mondo e di confrontarsi con culture diverse. Parlare lingue straniere è fondamentale e l’inglese è indispensabile per avere successo.
Che 2024 è stato per il vostro settore? E le previsioni per il 2025 sono positive o meno?
Il 2024 ha registrato un rallentamento rispetto agli ultimi tre anni, influenzato dalla delicata situazione geopolitica e dalle incertezze globali. Restano interrogativi per il 2025: quanto esporterà la Cina? Gli USA introdurranno nuovi dazi? La Germania supererà la sua crisi politica e industriale? Nonostante queste sfide, il settore delle spedizioni resta fondamentale per il commercio globale, con esigenze di trasporto sempre presenti e in evoluzione. Lo spedizioniere, per sua natura, è ottimista. Ogni sfida porta con sé nuove opportunità, e il futuro del nostro settore è ricco di possibilità per chi saprà adattarsi e innovare. Il mondo non smetterà mai di muoversi, e noi saremo lì, pronti a trasportarlo verso nuove possibilità!
Aldo Stoffel,
Presidente SPEDLOGSWISS
www.spedlogswiss.com