Si tratta di un passo strategico per l’intero sistema economico elvetico: l’e-ID non è solo un documento elettronico, ma una chiave di accesso all’economia digitale, dove imprese, cittadini e istituzioni possono interagire in modo più efficiente e affidabile.
Cos’è l’e-ID e perché è rilevante
L’e-ID è una prova digitale dell’identità personale rilasciata dallo Stato. Permetterà di autenticarsi online, firmare documenti, accedere ai portali della pubblica amministrazione o a servizi bancari, senza copie cartacee né spostamenti fisici.
A differenza del progetto bocciato nel 2021, la nuova e-ID è gestita integralmente dallo Stato e fondata su un modello decentralizzato che tutela la privacy. Ogni cittadino decide quali dati condividere e con chi, rafforzando la fiducia nel digitale e la sovranità individuale sui propri dati.
Un motore di efficienza e innovazione
L’e-ID promette di semplificare le procedure amministrative, riducendo tempi e costi di verifica per imprese e istituzioni. Potrà abilitare nuovi servizi digitali – dalla sanità all’e-commerce, dai contratti online ai servizi notarili – con un impatto diretto su produttività e competitività.
Rappresenta inoltre un tassello chiave nell’insieme delle attività economiche basate su tecnologie digitali, dati e transazioni online. In questa economia, il valore nasce dalla capacità di scambiare e analizzare informazioni in tempo reale, generando efficienza e nuove opportunità di business.
I rischi che l’e-ID contribuisce a ridurre
Un’identità digitale certificata riduce il rischio di frodi e furti d’identità, oggi tra le principali minacce online. Le transazioni associate a un’identità verificata limitano falsificazioni e accessi abusivi.
La struttura decentralizzata dell’e-ID, inoltre, riduce la quantità di dati condivisi in ogni interazione, proteggendo meglio la privacy e minimizzando le superfici d’attacco informatico.
Le sfide dell’integrazione
Il potenziale dell’e-ID dipenderà dalla capacità di superare alcune sfide tecniche e organizzative.
1 Integrazione con i sistemi esistenti
Molte aziende e amministrazioni svizzere usano ancora sistemi informatici datati, poco compatibili con le tecnologie moderne. L’interoperabilità dipenderà da interfacce digitali capaci di far dialogare i software in modo sicuro e standardizzato: senza di esse, l’e-ID rischia di restare limitata a pochi ambiti.
2 Sicurezza e fiducia
L’e-ID dovrà poggiare su un’infrastruttura robusta, auditata e resiliente ai cyberattacchi. La cybersicurezza è la condizione necessaria per mantenere la fiducia dei cittadini e garantire continuità di servizio.
3 Governance e responsabilità
Occorre definire chiaramente chi risponde in caso di errori, abusi o disservizi. Una governance solida, con ruoli ben distinti tra Confederazione, Cantoni e partner tecnologici, sarà decisiva per la credibilità del sistema.
4 Inclusione digitale
Una sfida concreta riguarda il digital divide. Non tutti dispongono di dispositivi aggiornati o competenze informatiche adeguate. Saranno quindi necessari percorsi di alfabetizzazione digitale e canali di supporto tradizionali, per garantire che nessuno resti escluso.
5 Comunicazione e trasparenza
La fiducia pubblica richiede chiarezza: i cittadini devono sapere chi gestisce i dati e per quali finalità. Una comunicazione continua e trasparente sarà la chiave per un’adozione diffusa.
Il confronto europeo
L’esperienza di altri Paesi europei offre spunti preziosi:
- L’Italia ha raggiunto oltre 33 milioni di identità digitali con SPID e CIE, ma la sfida è rendere più semplice l’uso delle credenziali e integrare i sistemi nel futuro “wallet digitale”;
- La Germania ha un’infrastruttura solida ma un basso tasso d’adozione: la complessità burocratica e i requisiti tecnici hanno frenato l’attivazione;
- La Francia sta sperimentando l’app “France Identité”, moderna e accessibile, ma ancora limitata ai titolari di documenti aggiornati e smartphone compatibili.
Il messaggio è chiaro: la tecnologia da sola non basta. Servono semplicità, fiducia e casi d’uso che generino valore tangibile per l’utente.
Un passo culturale oltre che tecnologico
Con l’approvazione della legge sull’e-ID, la Svizzera si prepara a consolidare la propria posizione nella digital economy, con un sistema sicuro, inclusivo e sotto controllo pubblico. La sfida ora è trasformare l’innovazione tecnologica in valore economico e sociale, integrando l’identità digitale nei processi quotidiani di cittadini e imprese. Se attuata con visione e coerenza, l’e-ID potrà rendere il Paese più efficiente, competitivo e resiliente, rafforzando la fiducia reciproca tra Stato, cittadini e mercato. Un passo avanti che non riguarda solo la tecnologia, ma la capacità di una nazione di governare la propria identità nel mondo digitale.
Libero Marconi,
Senior Director and Board Advisor Alvarez & Marsal’s Global Cyber Risk Services – Zürich
www.alvarezandmarsal.com










