Negli ultimi anni il Ticino ha saputo reinventarsi, passando da semplice cerniera geografica tra Nord e Sud a vero e proprio polo di innovazione tecnologica e imprenditoriale. Un territorio dove idee, ricerca e capitale umano si incontrano per generare valore e opportunità, in un contesto sempre più aperto alla collaborazione tra pubblico e privato.
A fare la differenza è la combinazione di qualità della vita, competenze scientifiche e spirito imprenditoriale. Il tessuto economico locale, tradizionalmente caratterizzato da piccole e medie imprese, sta vivendo una profonda trasformazione. L’emergere di nuove realtà high-tech, supportate da iniziative pubbliche e private, sta dando vita a un ecosistema di imprese che unisce il pragmatismo industriale ticinese alla visione innovativa tipica delle startup. Università, centri di ricerca, fondazioni e incubatori lavorano sempre di più insieme per sostenere nuove idee capaci di coniugare tecnologia e impatto sociale.
Programmi come quelli promossi da Innosuisse, dalla Fondazione Agire o dall’USI Startup Centre, ma anche da associazioni come UCIT o AitiUp!, stanno formando una nuova generazione di imprenditori, in grado di trasformare un’intuizione in una realtà economica sostenibile.
Il nostro Cantone comincia a emergere con forza come polo di innovazione.
Non è un caso che il Tecnopolo Ticino, a Manno, abbia aiutato finora 72 imprese e abbia raccolto quasi 80 milioni di franchi in capitale – con startup come xFarm Technologies, piattaforma per la digitalizzazione di aziende agri-tech, che ha chiuso un recente round serie C da circa 34M di franchi nel 2024, dopo aver già raccolto 16M di franchi nel 2022 e 3M di franchi nel 2019, a dimostrazione che anche realtà del nostro territorio possono attrarre investitori su scala europea.
Secondo l’EY Startup Barometer 2025, la Svizzera ha registrato nel 2024 513 funding rounds per startup, con volumi complessivi superiori ai CHF 2,3 miliardi, anche se in lieve calo rispetto al 2023. Il Ticino ha rappresentato circa CHF 61 milioni di questo volume, posizionandosi con 22 operazioni di investimento. I primi numeri disponibili relativi al 2025 lasciano ben sperare addirittura in un aumento: a livello nazionale, nel primo semestre del 2025, le startup svizzere hanno raccolto CHF 1.473,7 milioni in capitale di rischio, attraverso 124 round, segnalando una forte impennata del mercato rispetto allo stesso periodo del 2024.
Un esempio più piccolo ma altrettanto emblematico di questa nuova ondata innovativa è Lighthouse Tech SA, startup con sede a Morbio Inferiore. Nata nel 2020, l’azienda ha sviluppato TAMI, un paio di occhiali intelligenti che aiutano persone cieche e ipovedenti a muoversi in sicurezza, grazie a una tecnologia di rilevamento degli ostacoli integrata in una montatura elegante e discreta. Un dispositivo che unisce ingegneria, design e inclusione sociale: la perfetta sintesi tra la precisione tecnologica svizzera e la sensibilità umana verso i bisogni concreti delle persone.
Il percorso di Lighthouse Tech riflette anche la storia di come il Ticino stia diventando un ecosistema fertile per startup ad alto contenuto tecnologico. L’azienda ha saputo portare la propria innovazione “made in Ticino” su scala globale: dalla partecipazione al CES di Las Vegas al programma di accelerazione MassChallenge US, fino alla recente selezione per il Bootcamp AssiStart India promosso da Innosuisse e Switzerland Global Enterprise, primo programma di espansione commerciale dedicato a 4 startup selezionate da tutta la Confederazione dopo l’entrata in vigore recentissima dei nuovi accordi bilaterali India-Svizzera.
Il 2024 è stato un anno decisivo: la chiusura del round seed da 500’000 franchi, sostenuto da Venture Kick, KAPSLY Ventures e altri investitori privati, ha confermato la fiducia del mercato per portare l’azienda ad avere un prodotto commercializzabile.
Il successo di Lighthouse Tech dimostra che anche dal Ticino possono nascere idee in grado di competere a livello internazionale, attirando investitori e generando occupazione qualificata. L’attenzione alla qualità, alla sostenibilità e alla collaborazione intergenerazionale si traduce in un modello di impresa che guarda al futuro, ma con solide radici nel territorio.
L’interesse crescente dei fondi di venture capital per il Sud delle Alpi non è casuale. In un mondo dove la tecnologia deve essere non solo performante ma anche responsabile, il Ticino offre un ambiente ideale: stabile, connesso e a misura d’uomo. Un luogo dove startup, PMI e istituzioni possono collaborare concretamente per dare vita a innovazioni che migliorano la qualità della vita.
Il Cantone, però, affronta anche sfide: nel 2023 il numero di nuove imprese registrate in Ticino è diminuito rispetto all’anno precedente, segnale che serve maggiore sostegno continuo e visibilità per le startup e le PMI in generale.
Tuttavia, varie iniziative e collaborazioni tra privati, centri universitari e poli tecnologici stanno contribuendo al cambio di direzione, creando un ecosistema in cui idee come quella di Lighthouse Tech non solo nascono, ma hanno concrete possibilità di scala, exit e ritorno economico per investitori e territorio.
È storia recentissima l’acquisizione/exit di Elysium Lab, una startup con sede a Lugano specializzata nella sicurezza digitale e nella crittografia (autenticazione keyless, wallet self-custody per Bitcoin, Lightning, Liquid, stablecoin), da parte di Blockstrem, uno dei nomi più conosciuti e storici nel mondo crypto a livello globale.
Tutto ciò dimostra che startup tecnologiche anche in Ticino possono generare valore rilevanti e attrarre acquisitori internazionali, rafforzando al contempo l’ecosistema locale di innovazione e la credibilità stessa del Cantone. Ciò che rende il Ticino particolarmente interessante è inoltre la sua capacità di coniugare innovazione e sostenibilità. Non solo nel senso ambientale, ma anche nella costruzione di modelli economici duraturi, che valorizzano le persone e il territorio.
Le collaborazioni tra università, imprese e istituzioni stanno creando un terreno fertile per progetti che non si limitano alla ricerca di profitto, ma mirano a generare un valore sociale condiviso.
Il futuro dell’innovazione ticinese passa anche dalla contaminazione intergenerazionale: giovani talenti e professionisti esperti lavorano fianco a fianco, portando nuove idee e consolidata esperienza. È proprio questa sinergia tra visione e competenza che può trasformare un’idea in un’impresa capace di crescere e competere.
Il futuro dell’innovazione ticinese si giocherà sulla capacità di mantenere questo equilibrio tra visione e concretezza, continuando a favorire la collaborazione tra startup, PMI e grandi aziende, rafforzando al tempo stesso i canali di accesso al capitale e alle reti internazionali. Le imprese del territorio non cercano solo mezzi finanziari, ma anche relazioni e fiducia. E storie come quella di xFarm technologies, Elysium Lab e Lighthouse Tech dimostrano che il cambiamento è già in atto: un cambiamento fatto di persone, idee e tecnologia al servizio di una società più inclusiva e sostenibile.
ing. Andrea Moroni Stampa
MSc El. Eng. ETHZ









