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Chi riceve soldi e sussidi da Berna?

Un’analisi dell’Università di Lucerna fa luce sul flusso di denaro che dalla Confederazione raggiunge enti pubblici e privati.

24 Aprile 2026
in TI Economy
Tempo di lettura:4 minuti di lettura
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Chi riceve soldi e sussidi da Berna?

Vista esterna

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Un rapporto del mese di gennaio dell’Istituto per la politica economica dell’Università di Lucerna (IWP, www.iwp.swiss), analizza il flusso dei soldi e in particolare dei sussidi che partono dalla Confederazione verso le direzioni più disparate.

A Berna, i sussidi sono da tempo organizzati in modo così complesso che è praticamente impossibile per i cittadini capire chi riceve i soldi dei contribuenti, a quale scopo e da chi. Il volume dei sussidi ammonta a circa 49 miliardi di franchi svizzeri, che rappresenta oltre la metà della spesa federale corrente o più del 6% del prodotto interno lordo nazionale. La portata del sistema di distribuzione è quindi considerevole. Sono stati identificati in totale 20’641 beneficiari principali, ciascuno con il proprio nome, l’importo del sussidio, l’importo erogato e l’ufficio federale responsabile. In molti casi, sono disponibili anche informazioni sul progetto sovvenzionato e sulla sua struttura giuridica. 

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Perché è importante

L’elevato numero di beneficiari principali evidenzia una sfida a volte trascurata nel dibattito politico: senza trasparenza su chi effettivamente riceve i fondi, le valutazioni d’impatto, la responsabilità democratica e la definizione delle priorità politiche rimangono inevitabilmente incomplete. I risultati del rapporto mostrano che la quota maggiore di sussidi, in termini di volume, rimane inizialmente al settore pubblico. L’82% dei pagamenti federali va innanzitutto a beneficiari puramente o prevalentemente pubblici. Il principale beneficiario in termini di volume sono le Ferrovie Federali Svizzere (FFS) (2,43 miliardi di franchi).

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Un’analisi più attenta dei dati, tuttavia, rivela che il settore privato prevale in termini di numero di pagamenti. I dati dell’IWP mostrano che 14’867 beneficiari sono persone giuridiche private. Questo include oltre 6’400 pagamenti a società per azioni e circa 5’000 beneficiari sono associazioni.

Cosa ne consegue?

Il coinvolgimento di attori privati nell’attuazione di compiti pubblici non è intrinsecamente problematico. Tuttavia, lo diventa quando il numero di pagamenti è così elevato che il Parlamento e gli elettori non possono più verificare se i trasferimenti siano giustificati e raggiungano lo scopo previsto. Affinché la trasparenza e la valutazione d’impatto democratica siano più di semplici dichiarazioni d’intenti, sono necessarie riforme delle pratiche di sovvenzione. L’IWP propone in particolare quattro idee da discutere:

  • In primo luogo, un registro pubblico dei beneficiari di sovvenzioni, gestito e amministrato dall’Amministrazione federale delle finanze.
  • In secondo luogo, un referendum finanziario a bassa soglia a livello federale, modellato sulle normative cantonali, in modo che gli elettori possano esprimere le proprie preferenze in merito alle pratiche di sovvenzione e di bilancio.
  • In terzo luogo, un mandato di revisione per il Controllo federale delle finanze, con rendicontazione regolare al Parlamento sui beneficiari di sovvenzioni.
  • In quarto luogo, una modernizzazione dell’infrastruttura informatica e contabile degli uffici federali al fine di automatizzare l’attuale dispendiosa consultazione dei dati.

E cos’altro?

Oltre ai singoli beneficiari, il rapporto esamina anche 355 sussidi individuali da una prospettiva macroeconomica e fornisce un’ampia gamma di statistiche sull’evoluzione dei sussidi. Ad esempio, dal 2015, i sussidi erogati sono aumentati di 9 miliardi di franchi (22,8%) in termini reali e si prevede un ulteriore aumento reale della spesa di 2,6 miliardi di franchi (5,4%) entro il 2028. Non si parla quindi di tagli ai sussidi; la crescita continua. Allo stesso tempo, la distribuzione è altamente concentrata: le 10 categorie più grandi rappresentano quasi i tre quarti del volume totale. Sul fronte della spesa, domina l’assistenza sociale, con circa 24 miliardi di franchi, trainata dai sussidi federali all’AVS. Il rapporto analizza tali sviluppi, ma affronta anche i rischi sistemici come guadagni straordinari, distorsioni della concorrenza e responsabilità discutibili per altre voci di bilancio. Vengono individuati esempi di sussidi discutibili o quantomeno discutibili, come i contributi di politica industriale all’aviazione (107 milioni di franchi) o i contributi all’industria cinematografica (47 milioni di franchi). Oltre ai sussidi sul lato della spesa, esistono anche sussidi sul lato delle entrate, ovvero agevolazioni fiscali e contributive speciali. In questo caso, la trasparenza è in genere ancora più bassa: le stime ufficiali dei mancati introiti sono obsolete e non vengono più aggiornate dal governo federale. È necessaria una riforma, poiché si tratta di miliardi di entrate perse. Il rapporto sui sussidi fornisce anche un’analisi economica di questi sussidi.

È incomprensibile il motivo per cui i trasportatori di latte sfuso paghino una tassa sui veicoli pesanti ridotta, perché i francobolli siano parzialmente esenti da IVA o perché la dipendenza dal gioco d’azzardo sia sovvenzionata attraverso l’esenzione fiscale delle vincite al gioco.

Stefano Modenini,
Direttore AITI
www.aiti.ch

Maggiori informazioni:
https://www.iwp.swiss/iwp-subventionsreport-wer-erhaelt-das-geld-aus-bundesbern

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