L’intelligenza artificiale non è più un tema sperimentale riservato ai reparti informatici. È entrata nei processi aziendali: marketing, analisi finanziaria, gestione della supply chain, cybersecurity, relazione con i clienti. Anche in Svizzera, e in Ticino, la sua adozione accelera, spinta da esigenze di efficienza e competitività.
Per i Consigli di Amministrazione la questione non è tecnologica, ma di governance.
Economiesuisse ha emanato lo Swiss Code of Best Practice for Corporate Governance, riferimento centrale per la buona governance societaria. Pur non menzionando espressamente l’intelligenza artificiale, i suoi principi si applicano pienamente alla materia.
Il Codice attribuisce al CdA la direzione strategica e la vigilanza sull’operato della direzione. Se l’AI incide su processi decisionali, modelli di business e comunicazione esterna, il Consiglio deve comprenderne portata e implicazioni. Delegare senza supervisione non è compatibile con una governance solida.
Un secondo profilo riguarda l’organizzazione e il sistema di controllo interno. L’adozione di strumenti AI, inclusi quelli forniti da terzi, richiede mappatura, responsabilità chiare, tracciabilità delle decisioni automatizzate e integrazione nel sistema di gestione dei rischi. Senza visibilità sui sistemi utilizzati, si crea un potenziale vuoto di controllo.
Lo Swiss Code richiama inoltre l’importanza di un risk management adeguato e proporzionato. Nel caso dell’AI, i rischi includono errori automatizzati, bias algoritmici, uso improprio dei dati, danni reputazionali legati a contenuti sintetici e vulnerabilità sfruttabili per frodi, come l’impersonificazione digitale di dirigenti. Non si tratta di scenari teorici, ma di fattori che possono incidere direttamente su patrimonio e reputazione.
Proprio la reputazione, asset particolarmente sensibile nel contesto ticinese, merita attenzione. La crescente difficoltà nel distinguere contenuti autentici da contenuti generati artificialmente può minare la credibilità della comunicazione aziendale. Il Codice insiste su integrità e trasparenza verso gli stakeholder: enfatizzare impropriamente l’uso dell’AI o comunicare benefici non verificabili contraddice tali principi.
Un ulteriore elemento è quello delle competenze. Lo Swiss Code sottolinea che la composizione del CdA deve garantire conoscenze adeguate alla natura dell’impresa. In un contesto di digitalizzazione avanzata, il Consiglio deve essere in grado di porre le domande corrette, interpretare il reporting e valutare l’adeguatezza dei controlli. Non è richiesta specializzazione tecnica diffusa, ma consapevolezza strategica sì.
A ciò si aggiunge una dimensione spesso sottovalutata: la dipendenza tecnologica. Molte soluzioni di AI sono fornite come servizi esterni, integrati tramite piattaforme cloud o applicazioni standard. Il CdA deve interrogarsi sul grado di dipendenza da fornitori, sulla portabilità dei dati e sulla capacità dell’impresa di mantenere controllo e continuità operativa. La governance dell’AI è anche una questione di resilienza.
Infine, l’AI incide sulla cultura aziendale e sull’organizzazione del lavoro. Automatizzare decisioni o processi modifica ruoli, responsabilità e flussi informativi. Il Consiglio, quale custode dell’indirizzo di lungo periodo, è chiamato a garantire coerenza tra innovazione tecnologica, valori aziendali e sostenibilità del modello operativo. Una trasformazione non governata può generare resistenze interne o perdita di competenze chiave.
In assenza di una normativa svizzera organica specifica sull’AI, i principi della buona corporate governance restano il riferimento fondamentale. Per i CdA della Svizzera italiana la domanda non è se adottare l’intelligenza artificiale, ma se la stanno governando con la stessa disciplina con cui supervisionano finanza, strategia e rischio.
L’innovazione crea valore solo quando è accompagnata da responsabilità. Ed è proprio su questo terreno che si misura oggi la qualità della governance.
Libero Marconi,
Senior Director and Board Advisor
Alvarez & Marsal’s Global Cyber Risk Services – Zürich
www.alvarezandmarsal.com










