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Organizzare il cantiere: i compiti chiave del buon Direttore Lavori

Dalla messa in sicurezza dell’area di lavoro alle prime fasi operative, il ruolo cruciale del Direttore dei Lavori nella pianificazione e gestione delle attività preliminari, per verificare la sicurezza, rispetto delle normative e per una gestione efficiente.

2 Giugno 2025
in Edilizia
Tempo di lettura:4 minuti di lettura
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Organizzare il cantiere: i compiti chiave del buon Direttore Lavori

Foto: pexels

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L’avvio di un cantiere edile non comincia con gli scavi, ma con una serie di operazioni fondamentali per garantire sicurezza ed efficienza sin dalle prime attività. Questo articolo inaugura un ciclo dedicato alle varie fasi di un cantiere edile tipo, evidenziando le responsabilità principali di un buon Direttore dei Lavori nei momenti cruciali, dalla preparazione dell’area di lavoro fino alla consegna finale al Committente.

La preparazione del cantiere

Prima di qualsiasi attività di scavo, è essenziale procedere con la delimitazione dell’area di lavoro attraverso l’installazione di una recinzione perimetrale e di un sistema di sicurezza adeguato. È inoltre obbligatorio predisporre servizi essenziali, come i bagni mobili per gli operai e in alcuni casi anticipare gli approvvigionamenti di cantiere di acqua ed elettricità. Se necessario, si procede con il taglio di alberi o della vegetazione esistente e, in alcuni casi, con la demolizione di costruzioni preesistenti. Quest’ultima operazione richiede una verifica accurata della presenza di sostanze nocive, come Amianto, Piombo, PCB e IPA, obbligatoria per edifici costruiti prima del 1991, tramite il prelevamento di campioni delle parti d’opera interessate e l’allestimento della relativa perizia. L’eventuale presenza di tali sostanze comporta interventi di bonifica specifici prima della demolizione vera e propria, eseguiti da una ditta specializzata e certificata.

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Lavori che dovranno essere supervisionati da un Direttore Lavori Specialistico. In altri casi addirittura è necessario far analizzare da un archeologo certificato, gli strati sottostanti prima dell’inizio dello scavo vero e proprio.

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Lo scavo e la gestione del terreno

Completate queste operazioni, si può procedere con gli scavi, che variano a seconda della tipologia del terreno e la presenza o meno di roccia. In alcuni casi è necessario prevedere misure di sicurezza aggiuntive, come la stabilizzazione delle scarpate mediante gunite o ancoraggi. In ogni caso, le scarpate vanno sempre protette con teli per prevenire frane e smottamenti che possono essere causati dalle forti piogge.

La gestione del terreno di scavo è altrettanto cruciale: la terra rimossa deve essere riutilizzata, dove possibile, per i riempimenti e per gli strati finali del terreno.

L’orizzonte A (humus) andrebbe sempre conservato separatamente e, se possibile, mantenuto vivo tramite semina e sfalci periodici.

Gestione dell’acqua in cantiere

Un problema frequente in questa fase è la presenza di acqua in cantiere, derivante da piogge o sorgenti naturali.

È fondamentale predisporre sistemi di drenaggio temporanei che convoglino l’acqua nelle canalizzazioni comunali e prevenire la formazione di ristagni, che possono favorire la proliferazione di zanzare. In casi più estremi può essere necessario installare un sistema di pompaggio permanente o temporaneo.

L’installazione del cantiere

Superate queste fasi, si procede con l’installazione vera e propria del cantiere:

  • Allacciamento alle reti idrica ed elettrica (se non precedentemente eseguito);
  • Montaggio della gru (o delle gru, a seconda delle dimensioni del cantiere);
  • Predisposizione dell’impianto di betonaggio; se il calcestruzzo non viene fornito da centrali esterne, vanno predisposte piste adeguate per il transito e il lavaggio dei mezzi;
  • Installazione delle baracche di cantiere, che includono spogliatoi, magazzino attrezzi, mensa e uffici per le riunioni della DL;
  • Ecc.

Sicurezza e dispositivi di protezione individuale

La sicurezza in cantiere è una priorità assoluta. Tutti gli operatori, inclusi eventuali visitatori, devono essere dotati di casco protettivo, il cui periodo di validità varia tra 3 e 5 anni a seconda del modello. In caso di danneggiamento, il casco va comunque sostituito immediatamente.

Oltre al casco, è obbligatorio indossare scarpe antinfortunistiche. Altri DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) vengono assegnati in base alle specifiche mansioni svolte dagli operai o dal tipo di cantiere specifico.

È compito del datore di lavoro fornire i DPI adeguati, mentre il Direttore dei Lavori deve interrompere qualsiasi attività che possa mettere a rischio la sicurezza dei lavoratori, per esempio l’uso di ponteggi non idonei o l’assenza di protezioni contro le cadute. Saper dire STOP è fondamentale e può salvare vite.

Un’altra regola fondamentale è il divieto assoluto di consumare alcolici in cantiere, anche durante la pausa pranzo. In caso di violazione, il Direttore dei Lavori deve segnalarlo immediatamente al datore di lavoro, che provvederà all’allontanamento dell’operaio, senza che il DL prenda decisioni dirette in merito.

Pianificazione e gestione economica

Tutte queste attività devono essere previste nei documenti contrattuali, tra cui il CPN 102, il modulo d’offerta, il programma lavori e il contratto d’appalto con gli artigiani. Questo permette di evitare costi imprevisti e ritardi.

Parallelamente, il Direttore dei Lavori deve garantire che i controlli previsti siano inclusi nel monte ore della propria proposta d’onorario al committente. Un’offerta sottostimata potrebbe compromettere la qualità del controllo in cantiere, con potenziali ripercussioni negative sugli interessi del committente.

Questo primo articolo ha illustrato le fasi iniziali del cantiere. Nei prossimi approfondiremo gli sviluppi successivi, a partire dalla fase denominata “grazzo 1”.

Aleksej Negri Senzani,
Direttore Lavori, Co-Presidente OSDsi
www.osdsi.ch

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