Chi consegue l’attestato federale di capacità (AFC) come giardiniere acquisisce una vasta gamma di competenze: dalla cura delle piante e dei loro habitat naturali o artificiali, alla progettazione e gestione di ambienti interni ed esterni. La sostenibilità ambientale, il rispetto per la biodiversità e l’utilizzo consapevole di materiali e risorse costituiscono i valori fondanti di questa professione. I giardinieri lavorano in team, gestiscono incarichi e spesso sono chiamati a trasmettere le proprie conoscenze ad altri collaboratori.
I luoghi della formazione
Il sistema di formazione è definito “duale”, ma nella realtà si articola su tre pilastri: l’azienda formatrice, la scuola professionale e i corsi interaziendali. Il percorso triennale AFC prevede che l’apprendista lavori in azienda per quattro giorni alla settimana, sotto la guida di formatori qualificati. Questi ultimi devono possedere un’esperienza professionale significativa e specifica nel campo del giardinaggio o in ambiti affini.
Durante l’apprendistato, l’apprendista tiene una documentazione dell’apprendimento, regolarmente controllata dal formatore, e ogni semestre viene redatto un rapporto di formazione basato sul rendimento pratico, scolastico e nei corsi interaziendali. In caso di difficoltà, sono previste misure di sostegno e monitoraggio.
Parallelamente, l’insegnamento scolastico obbligatorio comprende 1.170 ore suddivise tra conoscenze professionali, cultura generale e attività sportiva. I contenuti variano a seconda dell’indirizzo scelto: produzione piante o paesaggismo.
Il ruolo chiave dei corsi interaziendali
Organizzati da JardinSuisse Ticino, i corsi interaziendali costituiscono il terzo asse formativo e rappresentano un’integrazione pratica alle esperienze in azienda. A partire dal 2024-2025, l’ordinanza è stata aggiornata con importanti modifiche, sia nei contenuti che nella struttura dei corsi.
Per l’indirizzo “produzione piante” sono previste 21 giornate distribuite in sei corsi, mentre per il “paesaggismo” si arriva a 30 giornate in otto corsi. Le tematiche spaziano dall’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI), alla messa a dimora di piante, tecniche di vendita, uso di fitosanitari, coltivazione, costruzione di spazi verdi e utilizzo di macchinari da cantiere.
Oltre alla formazione triennale AFC, esiste anche un percorso biennale CFP (certificato federale di pratica), che offre una formazione più essenziale, ma altrettanto strutturata. Anche in questo caso, i corsi interaziendali – 11 giorni per la produzione piante e 14 per il paesaggismo – svolgono un ruolo fondamentale. Vengono trattati argomenti come la sicurezza sul lavoro, l’impiego di attrezzi e macchinari, la creazione di superfici verdi e costruzioni semplici.
Tutti i corsi prevedono controlli delle competenze, e in molti casi sono anche certificativi, come nel caso dell’uso della motosega o del lavoro in altezza.
Conclusioni
La formazione dei giardinieri è un processo complesso e completo, che integra teoria e pratica in contesti reali e controllati. Attraverso il costante dialogo tra azienda, scuola e formatori dei corsi interaziendali, ogni apprendista viene guidato verso una crescita professionale solida, consapevole e in linea con le esigenze ambientali e tecniche del nostro tempo.










