La composizione del CdA
L’importanza di una buona Corporate Governance e, di riflesso, la disponibilità di un Consiglio di Amministrazione adeguato rappresenta un elemento essenziale per il successo di un’organizzazione, non ci possono essere dubbi a riguardo. “Il pesce puzza dalla testa” recita un famoso proverbio: i problemi di un’organizzazione derivano generalmente da chi ha il potere e il CdA, per definizione, è l’organo supremo. È quindi questo gremio, nel suo insieme, che deve essere in grado di svolgere un lavoro ottimale se vuole garantire un futuro florido alla relativa organizzazione.
Come una squadra di calcio, anche un CdA deve poter contare su componenti capaci di contribuire ciascuno e ciascuna con le proprie competenze e caratteristiche al successo comune. Ne consegue che la diversità rappresenta un aspetto molto importante per i Board, come già descritto da Karin Valenzano Rossi nel suo interessante articolo di marzo su “Ticino Economico”.
Con il termine “diversità” chiaramente non ci si riferisce unicamente al genere, ma anche ad aspetti culturali, generazionali e di esperienza professionale come avremo modo di approfondire in occasione della conferenza annuale del Board Forum della Svizzera Italiana il prossimo 24 settembre 2025 a Villa Castagnola (vedi box).
Così come per una squadra il mix perfetto è composto da elementi giovani ed esperti, da elementi disciplinati e creativi o ancora da altri veloci e scattanti piuttosto che forti e resistenti è pure vero che tutti devono possedere determinate capacità tecniche per poter svolgere ad alto livello lo sport praticato.
Le competenze tecniche
I cosiddetti “fondamentali” del calcio sono le abilità di base che ogni giocatore deve padroneggiare per giocare efficacemente. Questi includono, generalmente, il controllo della palla, il passaggio, il tiro, il dribbling, il colpo di testa e la ricezione della palla. Le competenze fondamentali del Consigliere di Amministrazione riguardano invece l’ambito finanziario e giuridico, la gestione dei rischi e i sistemi di controllo, la visione e pianificazione strategica così come la gestione degli stakeholder. Analogamente agli sportivi anche i membri di CdA possono apprendere o, per restare nella metafora sportiva, “allenare” le proprie capacità. Infatti, non a caso i temi indicati sopra sono anche i principali moduli del corso “Certified Board Member” promosso da SUPSI e Alma Impact e riconosciuto dalla Swiss Association for Quality.
Se queste sono le competenze “fondamentali” per poter svolgere il ruolo, quali sono le altre caratteristiche, altrettanto importanti, che invece non si possono apprendere in un corso?
Il background professionale
Secondo studi recenti, ancora oggi i membri di CdA sono spesso scelti in base alle loro competenze professionali. Se sono un’azienda attiva nel settore IT tendenzialmente sceglierò per il mio CdA delle persone che hanno a loro volta un’importante esperienza in questo settore. Lo stesso ragionamento vale per qualsiasi altro settore economico perché così facendo so che potrò contare, grazie ai miei consiglieri, su una vasta e approfondita comprensione del contesto economico, competitivo e normativo in cui opera l’azienda.
L’altra caratteristica professionale generalmente richiesta è l’esperienza manageriale o imprenditoriale. Al membro di CdA si richiede quindi di aver maturato esperienze significative in ruoli di leadership e di disporre delle relative skills. Queste includono la capacità di prendere decisioni, risolvere problemi, gestire il tempo e la pressione, comunicare efficacemente e, idealmente, ispirare e motivare gli altri.
Il background umano
Manca, per completare l’identikit del membro di CdA ideale, ancora un aspetto, probabilmente il più difficile da acquisire ma decisamente non meno importante degli altri due, anche se troppo spesso viene sottostimato. Mi riferisco alla personalità e alle competenze umane e quindi ad aspetti come integrità ed etica, per agire sempre nell’interesse dell’azienda e non per vantaggi personali, ma anche allo spirito collaborativo e al rispetto delle opinioni altrui, per favorire un confronto aperto e onesto sui temi importanti per l’azienda, così come un impegno costante e una preparazione puntuale. Sono caratteristiche che si tende a dare per scontate ma che, alla prova dei fatti, non lo sono affatto.
A un membro di CdA si richiede anche il coraggio e la determinazione di sostenere le proprie convinzioni, anche quando non sono condivise dalla maggioranza. Infatti, non c’è niente di peggio di un CdA composto unicamente da “yes-men” e “yes-women”, persone che quindi poco o nulla contribuiscono ad un sano e approfondito confronto e il cui valore aggiunto è praticamente inesistente. Se andiamo ad analizzare i recenti fallimenti, in Svizzera e altrove, spesso emerge proprio questo aspetto: il CdA era composto da persone preparate, sulla carta, ma non disposte a ricoprire fino in fondo la propria funzione, più interessate a mantenere il proprio ruolo che non ad assumerne tutta la responsabilità, che ne deriva, fino in fondo.
Annual Conference 2025
“Diversity beyond gender”
sarà il tema centrale
dell’Annual Conference 2025 organizzata
dal Board Forum Svizzera Italiana.
24 settembre 2025
Grand Hotel Villa Castagnola, Lugano
Per informazioni e iscrizioni:
www.bfsi.ch
Alberto Stival,
Presidente del Board Forum Svizzera Italiana, co-titolare di ALMA Impact AG









