La ripresa dell’attività dopo le vacanze collettive dell’edilizia in Ticino conferma significative disparità interne nel settore principale della costruzione. Nonostante la nuova insicurezza causata dai dazi americani, l’edilizia registra segnali congiunturali tutto sommato abbastanza buoni per diversi parametri: tassi ipotecari e riserve di lavoro in particolare. Il genio civile, per contro, sta attraversando un periodo di maggiore incertezza nonostante i grandi cantieri infrastrutturali in corso al San Gottardo per la costruzione del secondo tunnel stradale e i diversi interventi alla rete autostradale e alle infrastrutture.
Ma procediamo con ordine. A sostenere il settore immobiliare vi sono, ad esempio, tassi ipotecari assai interessanti, ammesso di riuscire ad accedere al credito viste le norme sempre più esigenti dell’accordo “Basilea III” (disposizioni internazionali che mirano a rafforzare la stabilità del sistema finanziario, segnatamente nel settore bancario) in materia di solvibilità dei creditori.
Pure l’incertezza pianificatoria che aleggia in determinate regioni del Cantone per rapporto all’eventualità di subire dezonamenti di terreni edificabili o l’introduzione di zone di pianificazione sta stimolando la costruzione. Infatti, nel dubbio, i proprietari preferiscono accelerare le proprie intenzioni edificatorie onde evitare brutte sorprese in futuro.
A favore di una congiuntura che, tutto sommato, tiene bene nel settore edile vi è poi l’aspetto sempre di grande attualità del risanamento energetico degli edifici e dell’utilizzo di energia rinnovabile per favorire lo sviluppo sostenibile, la salvaguardia ambientale, l’economia circolare e la riduzione delle spese accessorie legate al consumo energetico degli immobili. In questo contesto, è centrale il tema del raffrescamento degli edifici, che combacia con i periodi di forte soleggiamento e dunque di buona produzione propria di energia elettrica mediante pannelli solari. In sostanza, per i proprietari di case risulta interessante sfruttare al massimo l’autoconsumo energetico per migliorare il comfort abitativo, per alimentare determinati macchinari (lavastoviglie, macchine da lavare, asciugatrici, deumidificatori, ecc.) o per ricaricare il proprio veicolo elettrico durante il giorno.
Insomma, chi decide di ristrutturare il proprio edificio o di realizzare una nuova abitazione si trova confrontato con alcune scelte di fondo in ambito energetico che possono determinare nuove abitudini comportamentali.
Passo ora a qualche considerazione sul secondo importante comparto della costruzione: quello del genio civile, della sottostruttura e della pavimentazione stradale. Le imprese attive in questi settori, che solitamente sono di medie e grandi dimensioni, hanno nel complesso riserve di lavoro generalmente limitate nel tempo e questo crea una forte preoccupazione, pensando soprattutto al potenziale produttivo che è stato creato negli anni scorsi per rispondere alle esigenze dei grandi committenti pubblici, ad esempio nell’ambito della posa dello strato fonoassorbente delle strade. Lascia comunque ben sperare la recente decisione del Consiglio di Stato ticinese che ha licenziato il Messaggio relativo alla richiesta di un terzo credito d’investimento di 40 milioni di franchi per l’esecuzione degli interventi previsti dai progetti di risanamento fonico delle strade cantonali per la fase prioritaria. Spero solo che il Gran Consiglio non tagli simili investimenti pensando magari di contribuire così a risanare le finanze pubbliche. Semmai è vero il contrario in quanto i risparmi fatti oggi sulla manutenzione delle infrastrutture viarie costerebbero molto di più tra qualche anno, visto il veloce degrado dei manufatti in assenza di una regolare manutenzione nel tempo.
Non da ultimo, ricordo che a questi 40 milioni di franchi di investimenti è correlato il contributo finanziario di 11 milioni stanziato dalla Confederazione. Sarebbe davvero un peccato perdere questi importanti sussidi volti a ridurre l’inquinamento fonico e a migliorare la sicurezza delle vie di comunicazione. Investire nelle infrastrutture significa migliorare la qualità di vita, la sicurezza e le ricadute positive in termini occupazionali, di entrate fiscali e di crescita economica del nostro Paese.
Sempre in relazione alle grandi opere infrastrutturali del presente e del futuro, la Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino si batte da sempre per fare in modo che le gare di appalto vengano scorporate in lotti accessibili, per dimensioni, ad un buon numero di imprese ticinesi. Le ditte di medie dimensioni hanno infatti bisogno di lavori di sottostruttura alla loro portata, che solitamente riguardano i Comuni o le aziende di servizio, ma che possono appartenere anche ai grandi committenti pubblici (USTRA, FFS, Cantone, …). Basta volerlo, dopo di che si possono trovare soluzioni sostenibili per suddividere i grandi progetti in lotti un po’ più piccoli. Oltre a coinvolgere un maggior numero di aziende indigene, il vantaggio di questo approccio è anche quello di evitare che singoli ricorsi blocchino interi progetti per tempi lunghi e a far sì che i grossi gruppi internazionali della costruzione non siano attratti sul nostro territorio, almeno fintanto che non sia indispensabile.
Nicola Bagnovini,
Direttore SSIC Sezione Ticino
www.ssic-ti.ch










