Di conseguenza, risulta spesso una potenza installata ben superiore al fabbisogno domestico, con un significativo esubero di energia immessa in rete durante i periodi di produzione, poiché questi non sempre coincidono con i momenti di consumo diretto. Le tariffe di remunerazione di questo esubero sono però dipendenti dal mercato libero dell’energia, spesso molto basse e con conseguenze sul tempo di ritorno del nostro investimento che si allunga di diversi anni. Ottimizzare l’autoconsumo permette di ridurre la dipendenza dalle variazioni delle tariffe di remunerazione legata all’oscillazione dei prezzi di mercato. Oltre alle vie classiche di ottimizzazione dell’autoconsumo (accendere gli elettrodomestici quando c’è il sole, scegliere degli elettrodomestici efficienti, acquistare l’automobile elettrica, installare una batteria stazionaria domestica), un’ulteriore possibilità è l’instaurazione di un raggruppamento ai fini del consumo proprio (RCP). Un RCP permette di vendere l’energia in esubero ai propri vicini ad una tariffa più elevata rispetto a quella di remunerazione nel caso in cui la ritirasse il gestore di rete e allo stesso tempo, generalmente, ad un costo inferiore rispetto al prodotto standard offerto da quest’ultimo. Una situazione vantaggiosa tra vicini, in cui chi produce ottiene una retribuzione conveniente per l’energia in esubero, mentre chi consuma ha accesso a energia rinnovabile, locale e a costo ridotto.
L’RCP classico
I partecipanti a un RCP non sono più considerati consumatori finali individuali, ma formano un unico consumatore finale per il gestore di rete locale, con un solo allacciamento. Fino a fine 2024, un RCP poteva essere creato solo con un contatore fisico unico collegato alla rete, mentre tutta l’infrastruttura a valle era gestita privatamente dai partecipanti. Questo limite imponeva che l’RCP fosse realizzabile solo in edifici plurifamiliari o tra vicini con mappali spesso confinanti, dove fosse possibile installare linee elettriche private tra produttori e consumatori. L’adozione degli RCP classici si è diffusa soprattutto in proprietà in PPP o in edifici plurifamiliari in affitto, dove i costi elevati dell’infrastruttura tecnica possono essere suddivisi tra un numero maggiore di partecipanti, riducendo così l’onere economico per ciascuno.
L’RCP virtuale
Dal 1° gennaio 2025 è stata introdotta la possibilità di creare un RCP virtuale (RCPv), che si differenzia dal modello classico per l’assenza di un allacciamento fisico unico alla rete. Il gestore di rete misura i flussi di energia in entrata e in uscita contabilizzando i dati di consumo e produzione di tutti i contatori fisici dei partecipanti, eliminando la necessità di modificare le linee elettriche esistenti o installare contatori privati. Per la contabilizzazione vengono utilizzati i contatori di rete già esistenti, purché siano di ultima generazione, con lettura a distanza, bidirezionali e a campionamento ad alta frequenza. Il gestore di rete è tenuto a fornire gratuitamente i dati al gestore dell’RCPv, che si occupa di contabilizzare e redistribuire costi e proventi tra i partecipanti. Il gestore di rete fattura e remunera solo l’energia scambiata attraverso il contatore virtuale. Tuttavia, l’RCPv è limitato ai fondi collegati alla stessa infrastruttura elettrica locale con tensione inferiore a 1 kV.
Visualizza più informazioni e approfondimenti sull’RCP-RCPv-CEL:
- https://www.swissolar.ch/it/know-how/redditivita/rcp-consumo-proprio
- Guida pratica per il consumo proprio, maggio 2023, svizzerenergia
- «LENe, Legge federale sull’energia» 1 ottobre 2021
- https://www.fedlex.ad-min.ch/eli/oc/2022/729/it.
- «Ordinanza sull’energia OEn» 1 novembre 2017
- https://www.fedlex.ad-min.ch/eli/cc/2017/763/it










