Si è letto che, dal 2003 al 2021, per i contribuenti facoltosi, domiciliati nel Canton Ticino e con una sostanza imponibile superiore a 5 milioni di franchi, l’indice di crescita è stato del 663 (i.e. 2003=100; 2021=663). Negli ultimi 18 anni si è passati, infatti, da 359 a 2’383 contribuenti. Questo è quanto emerge dalle statistiche messe a disposizione dall’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC).
I dati sono certamente corretti, ma occorre inquadrarli, contestualizzarli e, di conseguenza, procedere con un’interpretazione appropriata degli stessi, onde evitare conclusioni affrettate.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, dal 2003 a oggi nel Canton Ticino non si sono insediati 2’024 nuovi contribuenti provenienti da altri Cantoni o dall’estero. Vi sono stati certamente anche nuovi arrivi, ma non in misura tale da giustificare da soli l’indice di crescita registrato, che è piuttosto l’effetto combinato di diversi fattori. Primo tra tutti, la crescita dei mercati finanziari e immobiliari, poi l’aumento del costo del denaro dovuto all’inflazione, le eredità/donazioni, oltre alle regolarizzazioni fiscali avvenute in esenzione di pena a seguito dell’introduzione dello scambio automatico di informazioni nel 2016, e altro ancora. Ciò è comprovato dal fatto che tutti i Cantoni hanno riportato, in questi anni, incrementi anche significativi di contribuenti facoltosi. L’indice di crescita va da un minimo di 186 a Basilea Città (dove si è passati da 700 a 1’303) a un massimo di 987 nel Canton Uri (da 15 a 148). In questa statistica, che comprende un arco temporale di 18 anni, il Canton Ticino presenta certamente un valore rilevante, non lontano da quello dei Grigioni che riporta un indice di 469 (da 300 a 1’708) e del Vallese con un indice di 493 (da 197 a 1’169). A Zurigo si registra un indice di 222, a Lucerna di 324, a Ginevra di 400, ecc. In definitiva, gli individui “facoltosi” sono cresciuti in tutti i Cantoni e ciò, come detto, è dovuto principalmente ai fattori succitati, che li hanno portati in uno scaglione d’imposta superiore.
Analizzando i dati statistici registrati in un periodo più recente e ridotto, cioè dal 2017 al 2021, si riscontra un indice di crescita tra 120 e 125, con alcuni picchi a Berna (147) e a Zugo (136). In Ticino l’indice di crescita è stato di 121 (da 1’971 a 2’383), in linea con l’andamento caratteristico degli altri Cantoni. I risultati cambiano – e di molto – se, anziché far riferimento alla statistica resa dall’AFC, la quale include anche chi è assoggettato limitatamente alle imposte (ad es., è proprietario di immobile, ma non possiede il domicilio nel Cantone di riferimento), ci si basa sulla statistica cantonale ticinese, la quale considera soltanto i domiciliati nel Cantone, ossia chi è qui assoggettato illimitatamente alle imposte.
Secondo quest’ultima, dal 2017 al 2021 si è passati da 2’328 unità a 2’029: si è, quindi, registrata una diminuzione del numero dei contribuenti facoltosi con una sostanza imponibile superiore a 5 milioni di franchi. La statistica dell’AFC, diversamente, dimostra per lo stesso periodo un aumento da 1’971 a 2’383 unità. I due risultati sono diametralmente opposti. Non solo. Da una lettura dei dati forniti dal Consiglio di Stato nel messaggio governativo n. 8303 del 12 luglio 2023 (pag. 27) risulta che “tra il 2016 e il 2022 i contribuenti con redditi o sostanze imponibili superiori a 500’000 franchi, rispettivamente 5 milioni di franchi, che hanno trasferito il proprio domicilio fiscale fuori Cantone sono stati complessivamente 395. Tra questi, 143 casi di fine assoggettamento (contribuenti partiti senza più alcun legame fiscale con il Ticino) e 252 casi di cambiamento di assoggettamento (contribuenti che hanno trasferito il domicilio fiscale ma continuano, ad esempio, a essere imposti in Ticino limitatamente all’immobile posseduto). Sul fronte opposto, il numero degli arrivi di contribuenti facoltosi si attesta – nello stesso periodo – a 190”.
Stando così le cose, è possibile affermare che vi è stata una contrazione nel periodo tra il 2017 e il 2021. Ma vi è di più. Anche i globalisti, ossia le persone facoltose straniere, che non esercitano attività lucrativa in Svizzera e che sono imposte secondo il loro tenore di vita (cd. dispendio), sono diminuite nel corso degli ultimi anni.
Secondo il comunicato stampa della Divisione delle contribuzioni del Canton Ticino, del 26 settembre scorso, dal 2016 al 2024 il numero dei globalisti è passato 910 a 725.
Un’ultima osservazione riguarda il peso percentuale dei contribuenti “facoltosi” con sostanze superiori a 10 milioni di franchi nei singoli Cantoni. Sempre secondo i dati AFC (2021): in Ticino pesano nella misura dello 0.36%, nei Grigioni dello 0.37%, a Uri dello 0.23% e nel Vallese dello 0.15%, mentre la media nazionale è dello 0.39%, con Cantoni come Zugo o Svitto che registrano punti percentuali non indifferenti, pari all’1.63%.
Insomma, che cosa significa tutto ciò? Le statistiche possono spesso essere interpretate in maniera diversa a seconda della chiave di lettura utilizzata. Si tratta di una mera rappresentazione dai contorni sfumati, nell’ambito della quale il contesto di riferimento gioca un ruolo centrale.
Quello che potrebbe sicuramente consentire una migliore comprensione del fenomeno è l’avere a disposizione una stima numerica più dettagliata e contenente più scaglioni con importi elevati relativa all’evoluzione dei contribuenti facoltosi in Canton Ticino – come fanno, ad es., altri Cantoni, tra cui Sciaffusa, Turgovia o Svitto -, rendendo il dibattito politico più trasparente, equilibrato e consapevole.
Samuele Vorpe,
Prof. ordinario in diritto tributario presso la SUPSI, MAS SUPSI in Tax Law,
Responsabile del Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI,
Of counsel at COLLEGAL Studio legale e notarile Attorneys at law, Lugano











