L’adozione dell’intelligenza artificiale (AI) da parte delle imprese è un fenomeno in pieno sviluppo, anche se con ritmi e modalità differenti a seconda dei settori d’appartenenza, delle funzioni aziendali toccate e dei processi e del personale coinvolti. L’attuale panorama dell’offerta, dominato da modelli sviluppati all’estero, impone una profonda riflessione strategica, poiché affidarsi a tecnologie di grandi gruppi commerciali soggetti a giurisdizioni terze comporta rischi significativi, anche dal punto di vista delle imprese.
I rischi della dipendenza tecnologica
La dipendenza tecnologica espone utenti e imprese a rischi legati a interferenze esterne e cambiamenti unilaterali delle condizioni d’uso.
Per le aziende con dati sensibili o know-how critico, affidarsi a infrastrutture estere può compromettere competitività, sicurezza e controllo delle informazioni, esponendole a rischi di sottrazione ed emulazione.
Diventa quindi cruciale mantenere dati, competenze e tecnologie sul territorio, in un’ottica di sovranità digitale.
Inoltre, l’uso intensivo di modelli commerciali comporta costi crescenti e una crescente dipendenza dai fornitori. A seconda della frequenza e del volume d’uso, disporre di alternative alle soluzioni “chiuse” fornite dai grandi gruppi esteri assume pertanto una rilevanza anche in termini economici.
Apertus: la “terza via” svizzera
In questo contesto, la Svizzera ha iniziato a tracciare una propria rotta con Apertus, un modello linguistico di grandi dimensioni (LLM) aperto, multilingue e sovrano.
Sviluppato dai politecnici federali di Zurigo e Losanna, con il supporto degli ingegneri del Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS) e addestrato sul supercomputer Alps al CSCS, Apertus rappresenta una possibile alternativa per le imprese che mirano alla conservazione e allo sviluppo della conoscenza in perimetri protetti.
Apertus è un modello “fondazionale” che non ambisce a concorrere con le alternative commerciali. Esso richiede infatti un affinamento specifico per i diversi casi d’uso, un investimento che permette di sviluppare un’AI interna di cui l’impresa può decidere autonomamente ubicazione e grado di sicurezza. I vantaggi derivano da una soluzione nativamente conforme alle normative svizzere ed europee in materia di protezione dei dati, e da performances riconosciute nell’analisi documentale e traduzioni.
Dal punto di vista economico, a differenza dei servizi commerciali a consumo, l’implementazione di una soluzione sovrana consente infine di conseguire dei risparmi in termini di costi di utilizzo, seppur a fronte di un investimento iniziale che può rivelarsi importante. In questo modo l’impresa si porta la soluzione in casa, mantenendo il controllo non solo sui dati, ma anche sulla conoscenza generata.
In Ticino un ecosistema a supporto dell’innovazione
Grazie alla firma di un protocollo d’intesa tra il Cantone Ticino, la Fondazione Agire e, per il suo tramite, anche gli altri attori del sistema regionale dell’innovazione, in particolare l’Università della Svizzera italiana (USI) e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) – e il Politecnico federale di Zurigo, rappresentato dal Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS), le aziende ticinesi hanno oggi accesso a un ecosistema unico, capace di coniugare competenze di punta e soluzioni locali.
L’amministrazione cantonale ha già adottato Apertus per la traduzione di documenti in ambiente protetto, grazie alla collaborazione con un’azienda locale, promuovendo al contempo azioni di supporto per le imprese.
A tal proposito, a novembre 2025 è stata lanciata una nuova misura nell’ambito della legge per l’innovazione economica per sostenere il trasferimento tecnologico tra centri di ricerca e imprese. La misura non è esclusiva per progetti di AI, ma si estende a tutti i mandati di ricerca basati su tecnologia e innovazione.
La Fondazione Agire offre servizi di coaching per identificare casi d’uso, seguirne lo sviluppo e verificare le opportunità di finanziamento, e coordina l’organizzazione di eventi di divulgazione sul territorio, forte anche della collaborazione di USI e SUPSI, che vantano competenze preziose in questo campo, grazie in particolare all’Istituto Dalle Molle di Studi sull’Intelligenza Artificiale (IDSIA USI-SUPSI), uno dei precursori nell’ambito AI.
Il CSCS, dal canto suo, mette a disposizione la potenza di calcolo del supercomputer Alps, una delle infrastrutture più avanzate al mondo, e il supporto tecnico necessario per lo sviluppo di progetti d’innovazione che prevedono l’utilizzo di grandi volumi di dati.
Nel 2027, la Svizzera ospiterà a Ginevra il vertice internazionale sull’AI, con l’obiettivo di rafforzare il suo posizionamento nel campo della governance tecnologica. E il Ticino, grazie alle iniziative qui illustrate e ad altre che saranno sviluppate nei prossimi mesi, prova a fare la sua parte.
Giuliano Guerra,
Responsabile innovazione e gestione del cambiamento
Ufficio per lo sviluppo economico
www.ti.ch/innovazione









