Il recente secondo gradino del podio conquistato ai Campionati Regionali di Imprenditorialità del Ticino, insieme al collega Roberto Pereira Marques, non rappresenta per me solo un traguardo competitivo, ma la conferma di una necessità strategica ormai imprescindibile: l’attuale mercato del lavoro richiede una mentalità imprenditoriale radicata nella sostenibilità. Durante la sfida di Lugano-Manno, abbiamo avuto poche ore per sviluppare una proposta di business innovativa legata all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 11 (Città e comunità sostenibili). Questa esperienza ci ha permesso di testare sul campo ciò che la teoria economica moderna suggerisce con forza, la capacità di generare valore non può più non includere l’impatto sociale e ambientale.
Capitale naturale e continuità operativa: il rischio del non agire
Il mio interesse verso l’economia circolare e la responsabilità sociale d’impresa è nato durante il percorso accademico presso SUPSI, consolidandosi poi nel modulo dedicato al bilancio di sostenibilità. È emerso chiaramente come il modello economico tradizionale, spesso definito “Business-as-Usual”, abbia mostrato limiti critici invalicabili. Fondato sull’assunto fallace di risorse naturali infinite e sulla massimizzazione del profitto a breve termine, questo approccio non è più sostenibile. L’evidenza scientifica dei Confini Planetari ci avverte: abbiamo già oltrepassato sette delle nove soglie critiche che garantiscono la stabilità del sistema Terra.
In questo scenario, ignorare i vincoli ecologici non è più un’opzione, poiché il degrado del capitale naturale compromette direttamente la continuità operativa e la solvibilità finanziaria delle imprese nel lungo periodo.
Verso il paradigma “Net Positive”: il vantaggio competitivo della rigenerazione
La sfida che attende i nuovi imprenditori è il passaggio da una logica estrattiva a una rigenerativa. Non è più sufficiente “limitare i danni” o puntare al semplice “Net Zero”. Dobbiamo ambire al paradigma del Net Positive: trasformare l’impresa in un sistema capace di ripristinare attivamente la salute degli ecosistemi e la resilienza delle comunità locali.
Come approfondito nella mia tesi di Bachelor, questo cambiamento strutturale non deve essere percepito come un onere burocratico, ma come una leva strategica di differenziazione.
Mentre la grande impresa si adegua per obbligo normativo, per le piccole e medie impresi ticinesi muoversi in anticipo significa accumulare un know-how esclusivo e consolidare un vantaggio competitivo reale.
La nostra proposta: EthicShare Ticino
Per rispondere a queste sfide, abbiamo ideato EthicShare Ticino, una piattaforma digitale che democratizza l’investimento immobiliare tramite una “proprietà frazionata”. Il progetto trasforma stabili energeticamente inefficienti in “Azioni Immobiliari Sostenibili”, permettendo a piccoli investitori di finanziare riqualificazioni energetiche a costo zero per i proprietari. Questo modello permette di abbattere drasticamente l’impronta ecologica degli edifici, responsabili oggi del 16% delle emissioni in Svizzera, senza che il proprietario debba contrarre debiti. La particolarità del modello risiede in un principale vincolo etico: in cambio del risanamento, gli affitti vengono mantenuti a livelli accessibili per frenare la gentrificazione e proteggere la popolazione locale.
In questo modo, valorizziamo il parco immobiliare esistente senza consumare nuovo suolo, proteggendo la coesione sociale dei quartieri e garantendo al contempo un rendimento sicuro e certificato ESG per chi investe.
La necessità di investire nel domani
Giornate come i Campionati di Imprenditorialità sono fondamentali perché permettono di instaurare un pensiero critico capace di sfruttare le opportunità derivanti dalla transizione ecologica. La creatività e la fattibilità di un progetto si misurano oggi sulla capacità di rispondere a bisogni collettivi, trasformando inefficienze sistemiche in nuove soluzioni di mercato.
Il risultato ottenuto a Lugano ci qualifica come team di riserva per la finale nazionale degli SwissSkills Championships 2026 a San Gallo. Questo percorso, sostenuto da EntrepreneurSkills, è la dimostrazione che l’imprenditorialità non è solo “fare business”, ma è un atto di responsabilità verso il futuro. Le aziende sono i motori primari del cambiamento e la transizione verso un sistema circolare deve essere guidata dall’interno, con consapevolezza e coraggio. La sostenibilità, se gestita strategicamente, non rappresenta un costo, ma l’unico investimento indispensabile per garantire redditività e resilienza in un mondo economico che non può più permettersi di restare immobile.
Natan Benzoni,
Studente al 3° anno di Bachelor in Economia Aziendale presso SUPSI
www.entrepreneurskills.ch/it









