Basta uno swipe su Instagram per far nascere il desiderio di viaggio. Un reel di 15 secondi oggi può spostare più persone di una campagna pubblicitaria da centomila franchi. È il nuovo linguaggio del turismo: emozionale, immediato, autentico. Ed è da questa consapevolezza che è partito il confronto organizzato da Swiss Marketing Ticino e Ticino Turismo lo scorso 16 ottobre all’Impact Hub Lugano, dedicato al tema “Turismo e Influencer Marketing”.
Secondo recenti ricerche, oltre il 70% dei viaggiatori under 35 sceglie una meta dopo averla scoperta grazie ai social. La fiducia, più che la promozione, è diventata la valuta più preziosa del marketing turistico.
I territori non possono più limitarsi a comunicare ciò che offrono: devono far vivere ciò che rappresentano.
A raccontare la visione di Ticino Turismo è stata Daniela Vallejo, Digital Content & Social Media Producer, che coordina progetti digitali e campagne con creator e influencer. La sua strategia parte da un principio semplice: “Ogni contenuto deve riflettere i valori del Ticino: autenticità, accoglienza, qualità di vita. La credibilità viene prima dei numeri.”
Dietro questa filosofia c’è una metodologia precisa: analisi delle community, selezione accurata dei profili tramite piattaforme di monitoraggio e un mix equilibrato di micro e macro influencer. I primi garantiscono prossimità e fiducia; i secondi offrono ampia visibilità e apertura a nuovi mercati. Il risultato è una comunicazione in cui la voce istituzionale e quella dei creator si intrecciano per costruire una narrazione coerente e contemporanea del territorio.
Ma il tema non è solo di immagine
La misurabilità del ritorno resta una delle sfide più complesse. Vallejo spiega che Ticino Turismo monitora non solo metriche immediate – reach, engagement, click – ma anche indicatori qualitativi: commenti, contenuti generati dagli utenti e segnali di conversione indiretti come iscrizioni a newsletter o richieste agli operatori locali.
«I dati raccontano solo una parte della storia. L’altra parte è la percezione: capire se il contenuto ha ispirato fiducia e desiderio.»
Ha portato sul palco la propria prospettiva anche Rachel Gruninger, conosciuta come @rarafashionblogger, che da anni racconta il Ticino alla sua community.
Per lei, l’influencer marketing non è un mestiere di promozione, ma di connessione: “Il pubblico riconosce subito se un contenuto è vero. Quando mostro un luogo che amo davvero, le persone vogliono viverlo di persona. È questo che genera impatto reale.”
Rachel sottolinea l’importanza delle collaborazioni continuative con gli enti turistici: “Solo con la fiducia reciproca si crea una narrazione credibile e duratura.”
Nel dialogo moderato tra istituzione e creator sono emersi alcuni punti chiave:
- la necessità di passare dal concetto di visibilità a quello di valore generato,
- il ruolo centrale dello storytelling esperienziale come ponte tra branding e performance,
- la gestione consapevole dei rischi reputazionali, in un ecosistema in cui la trasparenza è imprescindibile.
L’evento ha mostrato come l’influencer marketing, se gestito con strategia e visione, sia molto più di un trend digitale: è una leva per costruire identità territoriale e attrattività economica. Per un’istituzione come Ticino Turismo, significa trasformare la relazione con il pubblico da informativa a partecipativa. Per i creator, diventare ambasciatori di valore, non solo di visibilità.
In chiusura, un concetto ha unito tutti: il futuro del turismo si giocherà sulla capacità di creare fiducia attraverso le storie.
E in un mondo in cui la credibilità è il nuovo capitale, le destinazioni che sapranno ispirare prima ancora di vendere saranno quelle che lasceranno davvero il segno.










