La Svizzera dispone di risorse di legno sufficienti a soddisfare una domanda sostenibile e crescente di riscaldamenti a legna. Nei boschi svizzeri, che coprono circa un terzo della superficie del Paese, crescono ogni anno circa 10 milioni di metri cubi di legno. Secondo le ultime statistiche, solo circa due terzi della crescita annuale vengono raccolti. Ciò significa che la risorsa legno non solo rimane disponibile a lungo termine, ma contribuisce anche alla biodiversità e alla stabilità degli ecosistemi forestali. Peter Lehmann, vicepresidente di Energia legno Svizzera e presidente di proPellets.ch, e Markus Heitzmann, presidente di Holzfeuerungen Schweiz, spiegano come il settore si stia adoperando per un utilizzo sostenibile.
Cosa significa per i gestori l’aumento dei riscaldamenti a legna?
PL: La fornitura degli impianti con legno dalla Svizzera è garantita per cippato, pellet e legna in pezzi. Il cippato è costituito da legno tritato grossolanamente e viene prodotto da scarti di legno, rami o legname di bassa qualità. Il pellet viene prodotto in Svizzera con scarti di legno provenienti da segherie e piallerie.
Come reagiscono le vostre associazioni di categoria alla nuova situazione?
MH: Negli ultimi dodici mesi ne abbiamo discusso in modo approfondito, sia internamente, che con le nostre organizzazioni partner BoscoSvizzero, Industria del legno Svizzera, Ufficio federale dell’ambiente, Ufficio federale dell’energia e con i singoli Cantoni. Una cosa è chiara: la risorsa legno è preziosa e deve essere utilizzata nel modo più efficiente possibile. L’obiettivo è produrre la maggior quantità possibile di energia neutrale per il clima con il legno utilizzato oggi e con il potenziale non sfruttato che ancora esiste, dando così un contributo significativo alla lotta contro il cambiamento climatico.
Quindi c’è ancora del legno inutilizzato?
PL: Sì, sarebbe ancora possibile aumentare l’utilizzo di circa il 20%, cioè di ben oltre 1 milione di metri cubi, senza sfruttare eccessivamente i boschi o entrare in concorrenza con prodotti in legno di qualità superiore. La sfida principale consiste nell’utilizzare questo legno nel posto giusto e negli impianti giusti. È importante che l’energia del legno utilizzi solo il legno che l’industria del legno non può utilizzare. Discorso diverso invece per quanto riguarda il pellet. In Svizzera quest’ultimo è costituito solo da scarti di legno, cioè segatura e trucioli di legno. Ciò significa che per produrre il pellet non vengono abbattuti altri alberi, ma si ricorre al cosiddetto utilizzo a cascata. L’utilizzo a cascata è un concetto in cui la materia prima legno viene utilizzata nel modo più efficiente e sostenibile possibile, sfruttandola in diverse fasi prima di essere utilizzata come fonte di energia.
Come si sta adattando il settore alle condizioni attuali?
PL: Le nostre tre associazioni collaborano ancora più strettamente e sfruttano le sinergie. A tal fine, nel 2025 uniremo gli uffici, semplificando così l’infrastruttura organizzativa e del personale. Stiamo definendo nuove priorità d’azione. Ad esempio, l’attenzione si concentrerà sul monitoraggio del mercato: dobbiamo sapere quali sono le quantità di legna da energia ancora disponibili e sviluppare strategie di utilizzo adeguate. Dobbiamo definire e comunicare quali forme di utilizzo hanno senso.
MH: Un’altra priorità è l’ammodernamento delle centrali di riscaldamento a legna e delle reti termiche, che ormai sono avanti con gli anni. La sostituzione degli impianti esistenti e quindi l’ottimizzazione dell’attuale resa è una grande opportunità. Un impianto moderno richiede molta meno legna per generare la stessa quantità di calore. Ciò può avvenire anche attraverso l’uso combinato di energia solare o pompe di calore. Un altro punto importante è l’efficienza delle catene di approvvigionamento, ovvero l’ottimizzazione delle connessioni tra i gestori degli impianti, i produttori di legna e le aziende che operano nel mezzo.
Quindi le organizzazioni di categoria sono diventate superflue, se tutto si gestisce da solo…
PL: (sorride) No, anzi, tutt’altro. In futuro ci occuperemo di una serie di compiti molto impegnativi con l’obiettivo di produrre la maggior quantità possibile di calore, vapore di processo e persino elettricità, dalla nostra preziosa risorsa legno da energia, nel posto giusto e con la tecnologia giusta, promuovendo così anche la rigenerazione dei boschi.
Intervista e foto a cura di
Christoph Rutschmann,
Energia legno Svizzera
www.energia-legno.ch










