Nell’ultima edizione, le imprese si stanno confrontando con uno scenario operativo caratterizzato da una marcata instabilità geopolitica, da fenomeni di polarizzazione sociale e da un insieme stratificato di preoccupazioni di natura ambientale ed economica, non ultima la minaccia di recessione. Tale contesto ha un impatto diretto e significativo sul business, come testimoniato dalla previsione del 65% delle aziende riguardo alle ricadute derivanti da politiche protezionistiche quali i dazi. In questa cornice, le imprese identificano quali leve strategiche prioritarie la capacità di gestione del cambiamento (36%), la spinta all’innovazione nel proprio core business (36%) e una spiccata adattabilità ai nuovi trend di mercato (35%). Data la forte incertezza di mercato, il ruolo della Risk Governance, la regìa nella gestione del rischio, sotto l’egida del Consiglio di Amministrazione diventa essenziale.
Meccanismi di Gestione del Rischio e Aree di Sensibilità Aziendale
L’analisi dei dati evidenzia che il 77% delle imprese intervistate dichiara di aver implementato metodologie specifiche per la gestione dei rischi, e di queste, una quota significativa (52%) le considera fondamentali per la minimizzazione sia della frequenza sia della gravità potenziale dei danni. Si registra, in particolare, un incremento rispetto all’anno precedente di 2 punti percentuali nell’adozione di modelli di mappatura del rischio. Molte imprese, tuttavia, trattano ciascun rischio separatamente dimenticando la interrelazione tra gli eventi che possono colpire l’impresa e perdendo la visione d’insieme. Il ruolo di regìa del Consiglio di Amministrazione si deve concretizzare quindi nell’esame nella mappa dei rischi, in particolare di quelli a maggior impatto potenziale e dei loro collegamenti, per identificare i rischi “esistenziali”, nella verifica dell’efficacia dei processi in atto di prevenzione e mitigazione nei rischi e nel conferimento di poteri di intervento delegati a soggetti identificati a priori, definendo in anticipo come affrontare eventuali situazioni di crisi.
Secondo la ricerca, la maggioranza delle aziende prevede una continuità negli investimenti correnti ed è rilevante notare come un’impresa su cinque anticipi un incremento delle risorse dedicate alla gestione dei rischi, a testimonianza della crescente consapevolezza del loro ruolo strategico.
Passando all’analisi delle specifiche aree di sensibilità, i dati confermano che i rischi percepiti con maggiore intensità sono gli infortuni sul lavoro (87%), i rischi di natura regolamentare e di compliance (84%) e il cyber risk (83%). Quest’ultimo, in particolare, riflette la crescente digitalizzazione dei processi e l’esposizione a minacce informatiche sempre più sofisticate. Nonostante questa elevata e diffusa percezione, emerge con chiarezza un significativo divario tra la consapevolezza teorica e l’effettiva adozione di misure concrete, quali ad esempio le coperture assicurative adeguate. La marcata discrepanza tra la valutazione qualitativa del rischio e la “preparazione pratica” può essere attribuita a una pluralità di fattori: da una mancata o incompleta consapevolezza delle soluzioni assicurative disponibili sul mercato, a valutazioni costi-benefici che portano a ritenere determinati rischi troppo remoti per giustificare l’onere economico della polizza. Infine, oltre la metà delle aziende intervistate ha già adottato sistemi di monitoraggio e rendicontazione degli obiettivi di sostenibilità, riflettendo una crescente attenzione verso i rischi ambientali e climatici.
Orizzonti di rischio e imperativi strategici
Lo scenario attuale è ulteriormente complicato dall’emersione di nuovi profili di rischio che esigono un’attenta e tempestiva valutazione. Le politiche protezionistiche, esemplificate dai dazi statunitensi, sono fonte di significativa preoccupazione: i timori sono concentrati sulla possibile riduzione delle esportazioni (43%) e sull’aumento dei prezzi delle importazioni (43%). Le risposte strategiche prefigurate includono la diversificazione dei mercati di sbocco (39%) e possibili riorganizzazioni della supply chain (19%).
Parallelamente, l’Intelligenza Artificiale (IA), pur configurandosi come un potente fattore di vantaggio competitivo – il 60% delle medie imprese ha avviato sperimentazioni, principalmente per l’automazione dei processi produttivi (20%), nella fase di progettazione (20%) e nel tracciamento delle prestazioni di prodotto (20%) – introduce rischi specifici. Le preoccupazioni più sentite riguardano la potenziale sostituzione del lavoro umano (34%), la capacità di adattamento del management (30%) e la sicurezza dei dati (27%). La capacità di capitalizzare sulle opportunità offerte dall’IA – quali un’organizzazione del lavoro più efficiente (34%), la possibilità di elaborare celermente grandi volumi di dati (33%), processi produttivi più performanti (30%) e minori costi di produzione (25%) – sarà direttamente proporzionale all’efficacia con cui tali sfide verranno gestite.
Risk Governance: una leva di protezione essenziale delle imprese
In un mercato sempre più dinamico e incerto, una riflessione strategica continua sui rischi più significativi e l’adozione di sistemi di governance del rischio evoluti e integrati non rappresentano mere opzioni, ma una necessità per la sostenibilità, la crescita e il successo duraturo delle imprese. Il risultato d’impresa viene da sempre misurato attraverso il binomio rischio/rendimento. I vertici operativi dell’impresa devono concentrarsi per ottenere la migliore performance a breve e a lungo termine, ma hanno bisogno di membri del CdA in grado di segnalare e identificare le minacce e i pericoli derivanti dal contesto economico, tecnologico e sociale. I Consiglieri hanno un ruolo primario di protezione dell’attività di impresa. Quindi, l’attività di Risk Governance appartiene al Consiglio, che deve possedere le competenze e attivare la formazione per poterla esercitare efficacemente. Il mestiere di Consigliere diventa sempre più ricco e complesso e trova nella sua capacità di fare squadra per ottenere nella collegialità tutte le sensibilità richieste per la protezione dell’impresa un tratto essenziale del ruolo che ricopre.
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