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Lugano a zero emissioni? Servono più fotovoltaico e reti intelligenti 

Angelo Bernasconi fissa la rotta di AIL: massicci investimenti in impianti solari, digitalizzazione delle reti e sviluppo di teleriscaldamento per accelerare la decarbonizzazione.

13 Ottobre 2025
in Interviste, TI Economy
Tempo di lettura:6 minuti di lettura
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Lugano a zero emissioni? Servono più fotovoltaico e reti intelligenti 

Centrale di teleriscaldamento, Caslano.

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Lei è diventato CEO ad interim il 16 ottobre 2024, con l’incarico di guidare la riorganizzazione della Direzione Generale. Quali tappe importanti ritenete già completate e quali restano da realizzare? Intende continuare nel suo ruolo ancora per qualche tempo oppure pensa sia meglio indire un concorso?

A seguito di una lettura attenta dei cambiamenti in atto nel settore energetico, il CdA più di un anno fa ha aggiornato la strategia aziendale decidendo anche una nuova organizzazione. Con il nuovo organigramma è stata ampliata la direzione e, contestualmente, è stata semplificata la struttura organizzativa, riducendo i livelli gerarchici. Il primo compito in qualità di CEO è stato quello di impostare la modalità di lavoro della nuova direzione con 6 aree e di rivedere tutti i processi con l’obiettivo di rendere più accessibile il processo decisionale, favorire l’autonomia e, al contempo, una maggiore assunzione di responsabilità da parte di tutte le persone dell’organizzazione. Per quanto riguarda la durata del mio mandato, il CdA ha deciso di estenderlo fino a giugno 2027 e quindi di iniziare il processo di selezione di un nuovo direttore durante la prossima primavera.

Alla luce dei cambiamenti che stanno avvenendo nel settore, come la transizione energetica, quali sono le principali sfide strategiche per AIL nei prossimi 2-3 anni?

Uno dei cambiamenti più importanti che il settore energetico molto probabilmente dovrà affrontare nei prossimi 2-3 anni sarà la liberalizzazione completa del mercato dell’elettricità. Come è già avvenuto in passato con la liberalizzazione della telefonia è molto probabile che nuovi attori si presenteranno sul territorio. Per le aziende come AIL sarà importante fidelizzare fin da subito i propri clienti offrendo, ad esempio, nuovi servizi energetici allineati con le esigenze della transizione energetica; penso a impianti fotovoltaici con batterie, a tariffe flessibili e a soluzioni per la mobilità elettrica – sia leggera che pesante – che avrà pure un ruolo importante nella transizione energetica. 

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AIL serve più di 117’000 clienti e arriva in circa 70 comuni, distribuendo elettricità, gas, acqua e teleriscaldamento. Come sta evolvendo l’approccio verso i servizi integrati e smart per utenti domestici e business?

AIL è una società multiservizi che da oltre 50 anni fornisce ai suoi clienti elettricità, gas e acqua e da un tempo più recente anche calore e freddo grazie a differenti tipi di reti di teleriscaldamento. Storicamente AIL si è sviluppata nella realizzazione e nella gestione di infrastrutture, come ad esempio reti elettriche, cabine di trasformazione, gasdotti; in futuro il focus dovrà spostarsi sui servizi. Non dovremo limitarci a vendere energia, bensì passare a fornire soluzioni integrate. Per gli utenti domestici queste soluzioni dovranno orientarsi al comfort: ad esempio la fornitura della giusta quantità di caldo e freddo oppure alla gestione dei loro impianti, al fine di ottimizzarne la resa. Rientrano in questa categoria i raggruppamenti di consumo proprio, sia fisici che virtuali, e le comunità locali elettriche con le quali si potranno far beneficiare gli abitanti di un intero comune di un grande impianto fotovoltaico realizzato sul loro territorio. Per i partner industriali e commerciali sarà importante sviluppare soluzioni energetiche che consentano loro di decarbonizzare le proprie attività così come richiesto dai loro clienti, badando nel contempo alla sostenibilità economica e alla sicurezza dell’approvvigionamento.  

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AIL ha un ruolo chiave nella decarbonizzazione del territorio. Trova realistico l’obiettivo di rendere Lugano una città a zero emissioni entro il 2040, o sarebbe necessario spostare questi limiti?

Per rispondere a questo interrogativo è importante considerare la provenienza delle emissioni di CO2, che è il principale responsabile del cambiamento climatico. Il CO2 è prodotto principalmente da combustibili e carburanti di origine fossile; le emissioni si suddividono in parti pressoché uguali tra tre settori: mobilità, economie domestiche e industrie. La decarbonizzazione passa principalmente dall’elettrificazione dei sistemi: il passaggio alla mobilità elettrica e la sostituzione dei tradizionali impianti di riscaldamento a olio combustibile o a gas naturale con pompe di calore. Ciò comporta quindi la necessità di aumentare in maniera massiccia la produzione di elettricità con tecnologie rinnovabili, in particolare tramite il fotovoltaico. Per AIL, oltre a realizzare in proprio impianti solari e a collaborare con i propri clienti per la realizzazione diffusa del fotovoltaico, si tratterà di gestire la volatilità e lo squilibrio tra estate e inverno di questa fonte energetica. Oltre alla digitalizzazione del sistema di gestione della rete con l’introduzione di algoritmi intelligenti (smart grid), sarà necessario potenziare la rete – sia i cavi che i trasformatori – e installare presso le nostre cabine delle batterie. Queste ultime, oltre a stabilizzare la nostra rete, rappresentano anche un’opportunità per fornire dell’energia di regolazione. L’elettrificazione che dovrà avvenire anche con misure di efficientamento che AIL potrà mettere a disposizione dei clienti (ad esempio per la gestione degli stabili), non è però l’unica via per la decarbonizzazione. Lo sviluppo di reti teletermiche, in grado di fornire sia calore che freddo prodotto in maniera rinnovabile, rappresenta pure un tassello importante. Inoltre, in determinate regioni si prevede di mantenere il metano, che dovrà essere prodotto in maniera rinnovabile, ad es. con biogas oppure con sistemi Power-to-Gas in grado di produrre metano sintetico a emissioni nulle di CO2. Si tratta di attività con investimenti importanti che il CdA ha fissato nella sua strategia come obiettivo per il 2050.

La crisi energetica avvenuta tra il 2022-2023 ha messo in luce la dipendenza dal gas estero. Che strategie state adottando per ridurre la vulnerabilità agli shock geopolitici, anche sul fronte delle forniture?

In generale la crisi energetica del 2022-2023 ha portato alla luce la fragilità dei nostri sistemi energetici. Per certi versi è stata la fine di un’utopia che ci permetteva di pensare al sistema energetico svizzero come autosufficiente, grazie alle nostre riserve di acqua. Per quanto attiene al gas estero, le misure volute dalla Confederazione e in particolare quella di stoccare il 20% del fabbisogno invernale in pozzi all’estero (in Italia per AIL), si sono rivelate valide. Di fronte ai rischi legati alla guerra in Medio Oriente, il CdA ha deciso già da tempo di acquistare tutto il gas necessario per il 2026. Questa decisione ci consentirà per il prossimo anno di mantenere delle tariffe interessanti – nonostante in questi mesi si sia assistito ad un aumento del prezzo del gas sui mercati – e di aumentare la quota di biogas di origine locale; provvedimento quest’ultimo che, oltre a ridurre l’impatto ambientale, contribuisce a ridurre la vulnerabilità agli shock geopolitici e anche all’economia locale. L’elettrificazione dei processi va pure nella direzione di ridurre la dipendenza dall’estero; in questo senso un importante progetto è il parco solare alpino Duragno che consente di accelerare la produzione di elettricità da rinnovabili, soprattutto durante i mesi invernali. 

Nei prossimi dieci anni quali saranno, secondo lei, i fattori chiave di trasformazione del settore energetico svizzero? E come si posizionerà AIL in questo scenario?

Decarbonizzazione, decentralizzazione della produzione, sviluppo delle energie rinnovabili, digitalizzazione e reti intelligenti, elettrificazione della mobilità, sicurezza dell’approvvigionamento, pressione sociale su sostenibilità e evoluzione della regolamentazione, apertura del mercato elettrico sono i principali fattori chiave del cambiamento nei quali AIL vuole posizionarsi come una società aperta all’innovazione e alle partnership, in grado di proporre soluzioni integrate che sappiano coinvolgere i clienti con modelli partecipativi come le comunità energetiche. AIL nei prossimi dieci anni vuole profilarsi non solo come “fornitore”, ma come partner della transizione energetica.

L’ultima domanda riguarda il nuovo stadio del Lugano: l’AIL Arena. Che importanza ha per voi avere il nome di una struttura del genere che potenzialmente potrà farsi conoscere in tutta Europa grazie alle competizioni internazionali?

Diventare naming sponsor dello stadio di calcio del Polo Sportivo degli Eventi (PSE) è un’opportunità per rafforzare l’immagine di AIL nel territorio. Per AIL la volontà è quella di contribuire ad uno spazio in cui si svolgano manifestazioni sportive, culturali e di divertimento, tutte con “l’energia giusta”. AIL non partecipa ai costi dell’infrastruttura “stadio”, è invece interessata a fornire caldo e freddo a tutto il quartiere NQC dove abbiamo infrastrutture che sfruttano il calore dal raffreddamento del Centro Svizzero di Calcolo Scientifico. Tra i nostri valori abbiamo definito la sostenibilità uno dei pilastri su cui costruire. Nel NQC abbiamo le opportunità di diventare il partner di riferimento per investitori che vogliono energia sostenibile.

L’obiettivo generale del progetto AIL Arena è quello di trasmettere questo valore di società sostenibile (economicamente, socialmente e ecologicamente), di consolidare il rapporto con i nostri clienti liberi e di conquistare nuovi clienti nel mondo dell’energia. In merito ai costi di questa operazione (che non cambiano rispetto ai costi di sponsorizzazione per avere il logo sulla maglia del FCL) è importante rilevare che vengono utilizzati i margini finanziari derivanti dalle vendite di energia nel mercato libero. Quindi ogni franco speso nello sponsoring non aggrava in alcun modo le tariffe applicate al cliente vincolato.

Angelo Bernasconi,
CEO Aziende Industriali di Lugano (AIL) SA

http://www.ail.ch

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