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Dal piccolo negozio al Gruppo Belotti: il viaggio di un imprenditore ticinese

Silvano Belotti, Fondatore e Presidente Belotti Group, ripercorre 37 anni di crescita, spiegando come l’attenzione alla qualità e al cliente, l’innovazione e la gestione familiare abbiano trasformato un’idea in una realtà consolidata.

20 Ottobre 2025
in Interviste, TI Economy
Tempo di lettura:4 minuti di lettura
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Dal piccolo negozio al Gruppo Belotti: il viaggio di un imprenditore ticinese
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Ci racconta la nascita di questa realtà imprenditoriale? Da dove è partito il progetto?

La storia del Gruppo Belotti nasce da un’idea semplice, ma forte: offrire un’esperienza diversa, in cui il cliente potesse sentirsi accolto e ispirato. È partito tutto con mia moglie Nadia da un piccolo negozio in Ticino, a Bellinzona, 37 anni or sono, con pochi marchi e tanta passione. Non avevamo grandi mezzi, ma avevamo chiaro il sogno: creare un luogo dove qualità, estetica e relazione umana si fondessero. Quel sogno, oggi, è un gruppo strutturato, e si sta preparando a passare anche alla nuova generazione, con mia figlia Nicole che entrerà ufficialmente in azienda entro la fine dell’anno.

Quali sono stati i passaggi più difficili e quelli più emozionanti in questi 37 anni?

Abbiamo attraversato momenti complessi: crisi economiche, cambiamenti tecnologici, persino eventi imprevedibili come la pandemia. Sono stati anni di grandi sfide, ma anche di grande soddisfazione. Ogni apertura di un nuovo punto vendita è stata una conquista, così come ogni volta in cui abbiamo visto la fiducia dei nostri clienti crescere. Uno dei momenti più emozionanti per me, personalmente, è proprio questo presente: vedere Nicole prepararsi ad entrare in azienda con entusiasmo e determinazione è motivo di orgoglio e una conferma che il nostro progetto ha radici solide.

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C’è stato un momento in cui ha capito che il negozio era diventato un “gruppo”?

Sì, c’è stato. Quando ci siamo trovati a gestire non solo più punti vendita, ma anche un’identità di marca riconoscibile, strutture organizzative più complesse e un’offerta sempre più articolata, è stato chiaro che non eravamo più solo un negozio, ma un vero e proprio Gruppo, che ad oggi conta 115 collaboratori. 

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Come ha conciliato la crescita aziendale con il mantenimento di un rapporto personale con la clientela?

È stato uno dei punti cardine della nostra filosofia. Anche crescendo, non abbiamo mai voluto perdere il contatto umano. Abbiamo investito nella formazione dei collaboratori, nel creare ambienti accoglienti, e nell’ascoltare davvero chi entra nei nostri negozi. Il passaggio generazionale che ci aspetta sarà fondamentale per mantenere questo equilibrio: Nicole ha già dimostrato grande sensibilità verso il cliente e attenzione ai valori che ci rappresentano. Sarà anche il suo compito custodire questa dimensione umana nel futuro del Gruppo.

Il gruppo Belotti è noto per offrire un’esperienza multisensoriale in negozio. Da dove nasce questa idea?

Volevamo andare oltre il concetto di “negozio” e costruire un’esperienza. Da qui l’idea di curare ogni dettaglio: le fragranze, le luci, la musica, l’arredo. Il cliente entra e percepisce qualcosa che va oltre il prodotto. È una filosofia che io e mia moglie Nadia stiamo trasmettendo anche a nostra figlia, che già da tempo ci affianca per capire il valore dell’esperienza sensoriale come strumento di fidelizzazione e differenziazione.

Il concetto di “bello” e di marchi di fascia media e medio-alta fa parte della vostra identità: in che modo si mantiene l’equilibrio tra esclusività e accessibilità?

È stata una delle nostre sfide più interessanti. Vogliamo offrire prodotti di media e medio-alta gamma, ma con uno spirito inclusivo. Non si tratta solo di rendere accessibile un prezzo, ma di far vivere a chiunque un’esperienza di qualità, dove si senta accolto e valorizzato. Questo equilibrio è anche uno dei temi su cui abbiamo lavorato intensamente durante gli ultimi 5 anni: tutti i nostri prodotti sono allineati ai prezzi europei, così da rendere l’accesso ai marchi di fascia media e medio-alta più immediato e alla portata di un pubblico più ampio.

Il Ticino resta il vostro centro nevralgico, ma si pensa anche di espansione oltre Gottardo o in Italia?

Il Ticino rappresenta le nostre radici, la nostra identità, e continuerà ad essere il cuore pulsante delle nostre attività. L’idea non è quella di espanderci a tutti i costi, ma di portare la nostra filosofia in nuovi contesti, mantenendo coerenza e qualità. Ogni apertura deve essere un’estensione autentica del mondo Belotti, non una semplice replica. In questo percorso, sarà fondamentale anche il contributo della nuova generazione: Nicole porterà uno sguardo giovane e aperto al mercato, prezioso per valutare scenari futuri con energia e lungimiranza.

La vostra è un’azienda familiare. È un fattore importante per voi? In che modo può essere un vantaggio?

Assolutamente sì. Essere un’azienda familiare ha rappresentato, fin dall’inizio, un elemento distintivo e un punto di forza. Ci ha permesso di costruire relazioni autentiche, sia con i collaboratori, i partner commerciali e i clienti, e di portare avanti scelte con coerenza e visione nel lungo periodo, senza pressioni esterne. Questo approccio ha creato fiducia, stabilità e una cultura aziendale solida. Ora, con l’ingresso in azienda di mia figlia , questo spirito familiare si rinnova. Inizierà il suo percorso occupandosi degli acquisti e affiancando i nostri area-manager, per poi assumere ruoli sempre più strategici. Non si tratta solo di un passaggio generazionale, ma di una vera e propria evoluzione: Nicole porta con sé una nuova sensibilità, nuove competenze, ma condivide appieno i valori fondanti del Gruppo. Questo è il vero vantaggio di una gestione familiare: la capacità di evolversi restando sé stessi.

Quando pensa al futuro del Gruppo Belotti, cosa vede? Continuità, cambiamento o una nuova identità?

Vedo un futuro che unisce continuità e cambiamento in modo armonico. Non immagino una rottura con ciò che siamo stati finora, ma piuttosto un’evoluzione coerente con i valori che ci hanno guidati per 37 anni. La bellezza, l’attenzione alla qualità, la centralità del cliente, la cura dell’esperienza: questi elementi resteranno. Allo stesso tempo, il mondo del retail è in continua trasformazione, e richiede capacità di adattamento, innovazione, ascolto delle nuove esigenze. Quindi sì, vedo un futuro dinamico, ma sempre fedele alla nostra identità, e mi vedo ancora in azienda per molti anni…

www.belottiotticaudito.ch

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