Tuttavia, la copertura totale rende la manutenzione difficile e costosa. Gli impianti fotovoltaici, soprattutto quelli installati su tetti verdi, devono essere sottoposti a manutenzione regolare per garantire una produzione costante con minime perdite. I tetti solari in cui sono previsti percorsi di accesso e sistemi di sicurezza per le persone fissi, risultano più facili da gestire e quindi più redditizi rispetto a quelli completamente coperti. I membri della Commissione Tecnica Solare | Energia – Markus Weissenberger, Urs Hanselmann e Christian Renken – illustrano questa correlazione attraverso due esempi di calcolo.
Tetti verdi con fotovoltaico
I tetti verdi stanno diventando sempre più popolari negli ambienti urbani. In molte città e comuni, la copertura a verde dei tetti piani è già obbligatoria per nuove costruzioni e ristrutturazioni.
Lo strato verde protettivo offre diversi vantaggi: trattiene l’acqua piovana, raffresca l’ambiente in modo sostenibile e rappresenta una misura efficace di protezione climatica. Nei centri urbani, il tetto verde favorisce la creazione di habitat per gli insetti.
Anche l’utilizzo di energia solare fotovoltaica è una misura contro il riscaldamento globale. Tuttavia, la combinazione tra tetto verde e fotovoltaico non dovrebbe prevedere una copertura totale con moduli, perché ciò annullerebbe gli effetti positivi del tetto verde. È quindi fondamentale una progettazione professionale.
I moduli fotovoltaici su tetti verdi vengono montati a circa 30-50 cm dal suolo, idealmente in configurazione “a farfalla”. Questo tipo di supporto consente di effettuare facilmente lavori di manutenzione, come il taglio della vegetazione e la pulizia dei moduli. Ciò presuppone la presenza di percorsi di transito adeguatamente dimensionati tra le file di moduli e un sistema fisso di protezione per le persone, come un sistema di trattenuta o un parapetto.
Massimizzare la resa, ma non a ogni costo
Nella pratica, però, spesso si assiste a una situazione diversa. Le superfici dei tetti vengono completamente coperte di moduli, su richiesta dei committenti, e si rinuncia all’installazione di un sistema di sicurezza fisso. I percorsi di transito vengono ridotti al minimo. In questi casi, la sicurezza degli operatori non è più garantita, soprattutto perché i moduli solari non possono essere calpestati. La manutenzione, necessaria per garantire il rendimento a lungo termine, diventa molto onerosa. Un impianto apparentemente redditizio può così trasformarsi in un investimento antieconomico.
Manutenzione secondo le normative di sicurezza
L’Ordinanza sui lavori di costruzione (BauAV) stabilisce all’art. 9 che i luoghi di lavoro devono essere accessibili tramite percorsi sicuri e che sui tetti devono essere previsti dispositivi di protezione anticaduta. Questi possono consistere in una protezione collettiva (impalcatura o parapetto) oppure in un sistema di trattenuta utilizzabile con DPI anticaduta (PSAgA). La scelta del sistema di sicurezza influisce sulla disposizione dei moduli fotovoltaici. Due esempi concreti mostrano l’impatto di queste varianti sul rendimento energetico e sulla redditività dell’impianto.
Spiegazione e valutazione delle varianti
- Variante 1:
Tetto completamente coperto, senza sistema di sicurezza fisso. Il committente deve prevedere un’impalcatura temporanea per ogni intervento, con costi ricorrenti elevati. Il valore attuale netto rimane negativo: impianto non redditizio. L’uso di una piattaforma elevabile è escluso per motivi di sicurezza. Ridurre la frequenza di manutenzione comporta maggiori perdite dovute a sporco e vegetazione. - Variante 2:
Disposizione dei moduli che consente percorsi di transito. Un sistema di trattenuta con fune e punti di ancoraggio consente una manutenzione sicura, effettuata solo da personale qualificato con DPI. È la soluzione più redditizia, nonostante la riduzione del 15-25% nella potenza installata. - Variante 3:
Parapetto fisso lungo il bordo del tetto (anche ribaltabile). Occorre lasciare una fascia di circa 1.5 m libera da moduli. Previste vie di transito come nella variante 2. È indicato per tetti con manutenzione frequente (>2 volte/anno). Anche personale non qualificato può accedere. Su tetti piccoli, però, la resa potenziale si riduce sensibilmente.
Conclusione
Nella progettazione degli impianti fotovoltaici su tetti piani è fondamentale tenere conto del concetto di sicurezza sul lavoro. La copertura completa della superficie del tetto senza un sistema di trattenuta o un parapetto non è più conforme allo stato attuale della tecnica. L’impiego temporaneo di un’impalcatura e l’accesso difficoltoso e pericoloso ai moduli solari in presenza di vie di transito ridotte comportano costi di manutenzione molto elevati.
Una superficie del tetto apparentemente “ottimizzata” con il massimo numero di moduli si trasforma così in un investimento antieconomico.
Gli impianti fotovoltaici su tetti verdi possono essere redditizi se vengono pianificati percorsi di accesso tra le file di moduli e viene installato un sistema fisso di trattenuta per il personale qualificato. In questo modo, la manutenzione regolare dell’impianto può essere eseguita in modo semplice ed efficiente dal punto di vista dei costi.
In alternativa al sistema di trattenuta, per garantire la sicurezza delle persone, può essere impiegato un sistema a parapetto. Questo tipo di soluzione è indicato per i tetti che richiedono manutenzioni frequenti, ovvero più volte all’anno.
Un ulteriore vantaggio del parapetto è che anche il personale non qualificato può accedere al tetto ed eseguire le operazioni di manutenzione.
Estratto dalla rivista specializzata GEBÄUDEHÜLLE 06|25
Christian Renken,
CR Energie GmbH, Collombey
involucro-edilizio.swiss










