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Il primo cantiere proprio

La struttura compatta della costruzione è ancora coperta da impalcature. Tre apprendisti lattonieri e due apprendisti in impianti sanitari si concentrano su misurazione, foratura e montaggio. Lo striscione con lo slogan «Apprendisti costruiscono il futuro» rivela che questo non è un cantiere di tutti i giorni. L’iniziativa è stata presa da un’azienda impegnata nella tecnica della costruzione di Sciaffusa. Il suo successo suscita interesse.

24 Giugno 2024
in Impiantistica & Green Energy
Tempo di lettura:6 minuti di lettura
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Il primo cantiere proprio

Foto: Patrick Stoll. Molto motivati: Mauricius, Dorentin e Flandra (da sinistra) non sono semplicemente lattonieri esecutori.

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Tutto è iniziato con un container che doveva essere trasformato in un chiosco per l’intervallo nella scuola Gräfler di Sciaffusa nel 2023. Poiché aveva ancora bisogno di alcune vecchie lamiere per la protezione dalle intemperie, la docente specializzata competente aveva telefonato a Thomas Bollinger dell’omonima azienda che si occupa di tecnica della costruzione. Il titolare dell’azienda affiliata a suissetec si è subito entusiasmato, trasformando la semplice richiesta in un progetto per apprendisti e ha coinvolto altre aziende formatrici del settore edile regionale. Insieme, in quattro settimane, hanno trasformato il container in un bel luogo d’incontro per le pause. La particolarità è che a progettare e realizzare l’opera sono stati esclusivamente gli apprendisti delle aziende partecipanti.

Progetto di formazione premiato

Il risultato non ha entusiasmato solo gli alunni: l’idea alla base ha convinto anche la giuria del prix.vision, un premio che promuove la formazione professionale a Sciaffusa. All’evento dello scorso anno, le sette aziende formatrici partecipanti hanno persino ricevuto il premio principale di 35’000 franchi. Dopo il progetto pilota, gli imprenditori erano unanimi: questa storia di successo deve continuare!

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Secondo colpo: un capanno per attrezzature ludiche con tetto solare

Detto fatto: lo scorso autunno si è svolta la cerimonia di posa della prima pietra per la costruzione di un capanno per attrezzature ludiche sull’area della scuola elementare di Beringen. Thomas Bollinger preferisce chiamare l’edificio «casa per attrezzature da gioco». Chiunque osservi l’elegante facciata a doghe di legno, dietro la quale, a opera ultimata, sono riposti vari utensili per il tempo libero, gli darà ragione. Un capanno è di sicuro un’altra cosa. Tanto più che il mini edificio è dotato di un impianto fotovoltaico sul tetto per la ricarica di monopattini e biciclette elettriche, nonché di un allacciamento idrico e di luce. Il piccolo impianto solare non solo genera energia, bensì insegna anche ai giovani come produrre elettricità in modo sostenibile. Si trova proprio accanto alla pensilina per le biciclette della scuola. Viene mostrato loro come il sole ricarica i loro veicoli elettrici direttamente con energia elettrica. 

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Spettatori benvenuti

Pure attraenti e voluti sono gli altri effetti che il progetto «Apprendisti costruiscono il futuro» porta con sé. Soprattutto il fatto che gli apprendisti hanno voce in capitolo e lavorano insieme in un gruppo interdisciplinare in tutti i mestieri. A Beringen è la disegnatrice di costruzioni metalliche Elena (2° anno di tirocinio) che dirige la squadra. Prende le misure, disegna schizzi per l’esecuzione e coordina i lavori con programmi dettagliati. Flandra, che sta frequentando il primo anno di tirocinio come lattoniera presso la Bollinger, all’inizio era molto preoccupata. Ora ritiene che il primo cantiere proprio sia «megasuper». Proprio perché qui «bisogna provvedere a tutto da soli». 

In questi progetti, gli apprendisti sono in testa e non, come di solito accade, dietro al montatore. Anche Dorentin (2° anno di tirocinio di lattoniere CFP) è entusiasta: «La motivazione di poter costruire qualcosa in modo indipendente è enorme». Finora tutto ha funzionato. Trova rassicurante la certezza di poter commettere errori. A parte un caricabatterie dimenticato in officina, non è ancora successo nulla di grave, ammettono gli apprendisti, ridendo. Mauricius (1° anno di tirocinio di lattoniere AFC) è andato a scuola anche lui sul posto. «È bello poter realizzare qualcosa di lattoneria per questa scuola. Soprattutto perché qui ho ricevuto molto aiuto per la mia scelta professionale».

Gli apprendisti attireranno sicuramente gli sguardi interessati delle classi vicine. Per una volta lavorano con un pubblico. Ed è da qui che potrebbero poi arrivare i giovani che assolvono uno stage d’orientamento o, meglio ancora, i tecnici della costruzione del futuro. 

Jemil, che sta giusto frequentando la terza media, si presenta per una visita veloce. Osserva come gli apprendisti lattonieri montano i canali di gronda, le scossaline di raccordo e le sospensioni o come Nick (2° anno di tirocinio in impianti sanitari AFC) installa il rubinetto. Dovrebbe essere anche possibile pulire le attrezzature da gioco. «È stato emozionante poter trovare da soli la soluzione ideale per la condotta di alimentazione», afferma. Anche il coordinamento con gli apprendisti elettricisti ha funzionato senza intoppi. Hanno subito creato un gruppo di chat comune, poi utilizzato per coordinare tutti i mestieri. «Così non ci intralciamo a vicenda durante il lavoro», spiega Nick.

Anche Jemil ha già avuto l’opportunità di dare una mano. Insieme ad alcuni compagni di classe ha aiutato a realizzare la cassaforma in piccoli gruppi durante le lezioni di lavoro. «È stato faticoso, ma lavorare con tondini di ferro e calcestruzzo è stato divertente». Ora può ben immaginarsi di puntare sull’artigianato anche professionalmente. «Preferibilmente con metallo o legno», dice.

Spazio di manovra e libertà di decisione

Naturalmente, gli apprendisti non sono abbandonati a se stessi e possono rivolgersi ai loro formatori professionali in qualsiasi momento se si trovano in difficoltà. In particolare, gli apprendisti sono esonerati dai compiti amministrativi, come le domande di costruzione o l’organizzazione delle misure di sicurezza. Questa mattina, sul posto troviamo il formatore di lattonieri Ismail Serifi. Rimane in disparte, occasionalmente ascolta una proposta di soluzione, ma fondamentalmente lascia fare ai suoi apprendisti. Il suo collega Andy Schütze è responsabile degli apprendisti in impianti sanitari. Sottolinea: «Se definiamo sempre in anticipo ciò che gli apprendisti devono fare, l’apprendimento sarà scarso». Secondo la sua esperienza, è proprio in questi progetti che i giovani superano se stessi. Ad esempio, lavorando a stretto contatto con colleghi di altri mestieri. Lo spazio di manovra e la libertà di decisione di cui godono qui, senza la consueta pressione delle scadenze, li aiuta a progredire più rapidamente rispetto alla loro normale giornata lavorativa. E quando, alla fine, l’opera edile completamente autocostruita e pronta all’uso è lì, questo li riempie di orgoglio e di gioia. Molto più che con il modello di pratica nell’officina di formazione, che – dopo l’attribuzione della nota – sarebbe stato smantellato. Thomas Bollinger puntualizza così: «Forse, quando un giorno i loro figli andranno a scuola qui, potranno dire: guardate, ho costruito io la casa per attrezzature da gioco».

Scambio di lezioni nell’azienda formatrice

Già oggi, la Bollinger Sagl sta pensando a come sviluppare ulteriormente il progetto «Apprendisti costruiscono il futuro». Katja Cano è responsabile dell’iniziativa a livello interno. Vuole coinvolgere nei rispettivi progetti ancora di più le scuole e le altre istituzioni che potrebbero essere favorite in futuro. Dopo tutto, le prime due opere edili sono state costruite senza costi significativi per i beneficiari: la manodopera e i materiali sono stati forniti dalle aziende e dagli sponsor partecipanti. Alla Bollinger, ci si potrebbe immaginare senz’altro che, in futuro, gli alunni e i loro insegnanti tengano alcune lezioni nelle officine delle aziende formatrici o, viceversa, che formatori e apprendisti siano invitati puntualmente alle lezioni di lavoro delle scuole. Così, i giovani e gli insegnanti avrebbero modo di conoscere le professioni della tecnica della costruzione, possibilmente con un pezzo da lavoro finito, da portarsi a casa. Anche in questo caso, Thomas Bollinger vorrebbe essere un precursore con la sua azienda. Volgendo lo sguardo all’intero progetto «Apprendisti costruiscono il futuro», afferma: «Sarebbe fantastico se questo impegno a favore di un maggior numero di giovani leve della professione potesse essere imitato da aziende formatrici in altre regioni del Paese».

Per saperne di più «Apprendisti costruiscono il futuro»

lbz-sh.ch

SI RACCOMANDA DI IMITARE …

Potreste immaginarvi anche voi un progetto nella vostra regione per promuovere la manodopera qualificata, come «Apprendisti costruiscono il futuro»? Thomas Bollinger consiglia di pensare in anticipo ai seguenti punti:

  • Committenti/beneficiari
    Scuole (soprattutto livello secondario), club e organizzazioni legate agli adolescenti (p. es. associazioni sportive/musicali, gruppi giovanili)
  • Progetti 
    Progetti edilizi autonomi e autorizzati di piccole dimensioni, di pubblica utilità, ossia senza interessi commerciali. Coinvolgere il maggior numero possibile di rami operativi. (Nell’esempio della casa per attrezzature da gioco a Beringen ve n’erano dieci: oltre a installatori di impianti sanitari e lattonieri c’erano anche installatori elettricisti, imbianchini, muratori, metalcostruttori, costruttori di opere metalliche, montatori di impianti solari, costruttori di strade e carpentieri).
  • Partner/networking
    Motivare le aziende formatrici interdisciplinari a partecipare. Coinvolgere gli uffici della formazione professionale, le scuole professionali e le associazioni.
  • Costruire ponti
    «Prendere a bordo» in modo vincolante i beneficiari delle nuove costruzioni, p. es. per: l’organizzazione di lezioni di scambio nell’azienda formatrice o di lezioni di lavoro, la possibilità di visitare i cantieri durante le lezioni, la collaborazione dei giovani, pause merenda comuni ecc.
  • Risorse/commercializzazione
    Mettere a disposizione della direzione interna del progetto risorse sufficienti. Ad esempio, per l’acquisizione di progetti, l’organizzazione, l’amministrazione, la documentazione e le relazioni pubbliche.
  • Finanziamento
    Calcolare i costi dei materiali e della manodopera secondo gli standard abituali. Valutare fondazioni, organizzazioni di supporto e sponsor locali per un eventuale sostegno.

Testo: Marcel Baud

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