Per Joy Bordini, co-fondatrice di Go Healthy, la risposta è chiara: il futuro della salute mentale passa dalla tecnologia, dall’intelligenza artificiale e da ciò che già oggi teniamo tutti in tasca: lo smartphone.
Go Healthy nasce tra le mura dell’Università della Svizzera Italiana e si sviluppa grazie al programma di accelerazione Boldbrain Startup Challenge, con il supporto strategico e finanziario della psicologa, e business angel, Katherine Schlatter. Il suo obiettivo è trasformare lo smartphone in un ausilio medico capace di analizzare il nostro “fenotipo digitale”. Dati come: GPS, tempo di utilizzo dello schermo, app aperte, scroll, pattern di sblocco, eccetera, possono contribuire a identificare precocemente i sintomi di ansia, depressione e altri disturbi mentali, come pure supportare la profilazione dei pazienti e monitorare le risposte alle terapie.
Oggi, la diagnosi di ansia o depressione richiede in media da quattro a dieci visite di uno specialista, spesso basate su questionari soggettivi.
Go Healthy punta a cambiare questo paradigma offrendo strumenti predittivi e analitici basati su dati effettivi e aggiornati in tempo reale.
La visione di Joy, Gianluca, e di tutto il gruppo, è ambiziosa ma concreta: diventare la piattaforma di riferimento per la diagnosi e il monitoraggio dei disturbi mentali, riducendo tempi, costi e disuguaglianze nell’accesso alle cure, insomma, democratizzare la salute mentale.
Di fatto non si tratta dell’ennesima app di auto-aiuto, bensì di un sistema clinico strutturato e completo. Una piattaforma pensata per ospedali, assicurazioni e industria farmaceutica, composta da un’app per il paziente e da una dashboard per il medico curante. Il cuore del progetto è rappresentato dalla tecnologia che consiste in un modello di deep learning usato per analizzare dati comportamentali e prevedere condizioni cliniche in modo oggettivo, continuo e scalabile.
«Ad oggi, abbiamo già compiuto importanti passi verso la validazione clinica» ci racconta Joy, «dopo una sperimentazione non clinica condotta con l’USI su oltre 80 partecipanti volontari, e grazie alla collaborazione con l’IDSIA (Istituto Dalle Molle di Intelligenza Artificiale), abbiamo pubblicato i primi risultati scientifici su Frontiers in Psychology.» continua Joy. «Ora è in corso uno studio clinico in Svizzera in collaborazione con EOC, USI e OSC, con l’obiettivo di ottenere la certificazione come dispositivo medico.» conclude con orgoglio.
Ad oggi, la piattaforma di monitoraggio da remoto basato su Intelligenza Artificiale è già funzionante e alcuni progetti pilota sono già partiti con delle università italiane come l’Università di Palermo, grazie all’expertise dei due fondatori Joy e Gianluca. «Go Healthy non vuole sostituire il medico, ma offrirgli strumenti più avanzati per fare meglio il proprio lavoro» puntualizza Joy «in un contesto in cui la domanda di supporto psicologico supera di gran lunga l’offerta e in cui la medicina personalizzata diventa sempre più centrale, il valore di una soluzione come quella proposta da Go Healthy è evidente.” sottolinea la co-fondatrice.
La startup ticinese è ancora nelle sue fasi iniziali ma ha già raccolto i primi fondi di investimento e, grazie al suo team multidisciplinare, prevede di raggiungere il break-even entro il 2027.
Con un mercato della salute mentale in crescita, che vale oltre 20 miliardi di dollari, e le peculiarità di questa innovazione, le premesse per scalare sono promettenti.
https://gohealthyandco.com | www.agire.ch
Fiorenza Trento, Resp. Marketing e comunicazione Fondazione Agire










