Vent’anni sono un traguardo importante. Quali sono stati i momenti chiave di Porsche in Ticino in questo periodo?
Il primo grande passo risale al 2005-2006, con la costruzione del Centro Porsche Lugano. All’epoca eravamo tra i primi in Svizzera a proporre un centro con i nuovi standard architettonici della casa madre di Stoccarda: facciate in alluminio, grandi vetrate e un design avveniristico. Partimmo con soli 14 collaboratori, ma con una visione a lungo termine che ci ha portato oggi a quasi 80 persone. Dieci anni dopo è arrivato il secondo traguardo chiave: il Centro Porsche Locarno, per avvicinarci ai clienti del Sopraceneri. E l’anno scorso abbiamo anche completato un profondo rinnovamento del Centro di Lugano con il concept Destination Porsche: spazi più ampi (circa 5mila metri quadrati) e accoglienti, il nuovo Porscheplatz, un reparto esclusivo per il motorsport, una carrozzeria interna all’avanguardia e una grande e moderna officina. Tutto questo per continuare a trasmettere la passione Porsche alle nuove generazioni.
Come è cambiato il mercato automobilistico in Ticino in questi vent’anni e come si è adattata Porsche?
L’evoluzione è stata radicale. I motori a combustione sono diventati più performanti e meno inquinanti, l’elettronica ha assunto un ruolo dominante – oggi ogni vettura può avere centinaia di centraline rispetto alle poche unità di venti anni or sono – e abbiamo visto l’arrivo prima dell’ibrido, poi dell’elettrico. Ricordo le prime Cayenne e Panamera ibride nel 2009: allora l’autonomia elettrica era di appena 2 km! Oggi siamo a 70-80 km e la tecnologia è in continua crescita. Un passaggio cruciale è stato il lancio della Macan nel 2014, che ha aumentato del 50% le nostre vendite. Poi è arrivata la Taycan, la prima auto elettrica sportiva prodotta da Porsche, con prestazioni da supercar e soluzioni ingegneristiche avanzate e con una stabilità e una guidabilità uniche.
Porsche è sinonimo di tradizione sportiva e innovazione. Come riuscite a mantenere questo equilibrio?
La chiave è nel nostro DNA: Porsche nasce dalle corse. Da lì deriva la spinta all’innovazione costante, ma senza mai perdere il legame con la tradizione. Un esempio è la 911, icona inconfondibile da oltre 60 anni del nostro marchio, sempre fedele a sé stessa eppure in costante evoluzione. Oggi lavoriamo su motori ibridi di nuova generazione, come il sistema T-Hybrid, leggero ma potentissimo, che unisce la coppia elettrica al piacere del motore a combustione. Per noi innovazione e passione per la guida restano due facce della stessa medaglia.
Si dice che i ticinesi siano più restii al passaggio verso l’elettrico. Qual è la situazione per Porsche?
È vero: da latini amiamo ancora il rumore del motore e il piacere delle marce. Tuttavia, la mentalità sta cambiando negli ultimi tempi. Ogni anno la richiesta per questa tipologia di auto cresce. Ce ne accorgiamo anche nel mercato dell’usato: pochi anni fa rivendere un’auto elettrica era complicato; oggi la domanda è in crescita e gli stock si sono ridotti notevolmente. A mio parere tuttavia il vero problema non è tanto l’auto elettrica quanto l’infrastruttura: in Ticino mancano ancora colonnine di ricarica diffuse e chi vive in appartamento – magari in centro città – spesso non ha possibilità di installarle. Io credo comunque che sia solo questione di tempo: in paesi del nord Europa o Cina i veicoli elettrici rappresentano già oltre l’85-90% delle nuove immatricolazioni.
Secondo la vostra esperienza, cosa cercano i clienti prima dell’acquisto di una Porsche?
I nostri clienti sono molto preparati: arrivano in concessionaria già informati su modelli, prestazioni e dotazioni e noi dobbiamo essere sempre al passo coi tempi, sempre aggiornati e informati sulle più attuali novità. In definitiva, il cliente Porsche cerca sempre la guidabilità, la precisione in curva, il piacere di guida… questo fa la differenza e ci distingue dagli altri. È nella prova su strada che i clienti comprendono subito perché Porsche è diversa e unica.
Quali sono i progetti futuri di Porsche Ticino?
Dopo il rinnovamento di Lugano, anche il Centro di Gordola nei prossimi anni sarà aggiornato aderendo al concept Destination Porsche. Inoltre, siamo sempre all’avanguardia sulle nuove tecnologie grazie alla formazione continua dei nostri collaboratori. Un altro obiettivo che ci siamo posti è quello di avvicinare le nuove generazioni, organizzando esperienze di guida su pista o sui passi alpini: perché Porsche va vissuta in prima persona, non solo raccontata.
Saprebbe descrivere Porsche con tre parole?
Per me sono immediate: Passione, Prestazioni e Precisione. Tre “P” che rappresentano la nostra identità e ciò che i clienti riconoscono in ogni modello.
Terminiamo con un giudizio soggettivo. Tra quelle che ha guidato, c’è un modello a cui è particolarmente legato?
Sicuramente la Cayman S del 2006. È stata la mia prima Porsche, acquistata con grandi sacrifici quando ancora non lavoravo per Porsche. Fu un sogno che si realizzò: motore centrale, sei cilindri boxer, trazione posteriore… insomma, il massimo. Rimarrà per sempre nel mio cuore. Oggi invece guido un Cayenne Turbo Coupé, sportivo, comodo e perfetto per la famiglia, ma il primo amore non si scorda mai.
Luca Rifuggio,
Direttore Porsche Ticino











