Con Verbano 2030, Calore SA punta a trasformare il teleriscaldamento da pratica marginale a solida realtà del quotidiano energetico e ambientale di Locarno. Alimentata dal calore recuperato dall’impianto di depurazione del Verbano, la nuova rete in fase di sviluppo nel quartiere Rusca-Saleggi rappresenta un modello pionieristico in Ticino. Un progetto che promette vantaggi ambientali, economici e pratici e che contribuisce alla realizzazione della politica climatica cantonale e nazionale.
Si chiama Verbano 2030, il progetto con cui Calore SA intende ampliare l’offerta del teleriscaldamento nella Città di Locarno. “Il nome si riferisce all’orizzonte di tempo che ci siamo prefissati per uno sviluppo consolidato dell’espansione del teleriscaldamento. Fino ad ora, a Locarno, il teleriscaldamento è rimasta una pratica relativamente marginale, mentre grazie a questo progetto esso diventerà una solida realtà del quotidiano energetico e ambientale”, afferma Vinicio Curti, direttore di Calore SA, società fondata nel 1996 dall’Azienda Elettrica Ticinese (AET) e dalla Società Elettrica Sopracenerina SA (SES) allo scopo di realizzare e gestire l’impianto di teleriscaldamento della Morettina, sempre nella Città sul Verbano; negli anni la società ha poi esteso la propria attività contribuendo alla realizzazione di altri progetti nel Cantone.
Tornando alla Rete della Morettina, si tratta di un impianto di teleriscaldamento progettato inizialmente per riscaldare edifici pubblici, cui si sono poi aggiunti edifici privati, realizzato, appunto, alla fine degli Anni ‘90 nella zona della Peschiera da Calore, che dal 2024, è proprietaria anche della rete costruita a suo tempo dalle FART nel quartiere Locarno-Campagna. Per quel che riguarda invece l’attuale progetto denominato Verbano 2030, è in fase di sviluppo una rete preposta alla distribuzione di calore nel quartiere Rusca-Saleggi. “Da qui vi sarà la possibilità di proseguire l’estensione verso altri quartieri e possibilmente altri comuni”, aggiunge il CEO di Calore, che continua parlando della nuova rete: “essa è alimentata da termopompe che prelevano calore dall’acqua in uscita dal depuratore appartenente al Consorzio Depurazione acque del Verbano, situato presso la foce del fiume Maggia”. La rete, che si serve quindi di una fonte energetica rinnovabile e locale e della quale è stata realizzata la prima tappa, unitamente alla centrale termica, è entrata in funzione nel mese di ottobre 2025 e verrà estesa, nei prossimi anni, verso nord fino a ridosso di Piazza Grande, dove è previsto di arrivare nel 2028. “Nella parte nord del comparto, alla rete di riscaldamento verrà affiancata una rete di acqua di lago per offrire anche il raffreddamento, con l’idea che questo servizio possa essere eseguito, nella maggior parte dei casi, direttamente, vale a dire senza l’inserimento di macchine raffreddanti. Tuttavia, se presso un cliente ve ne dovesse essere la necessità, sarà possibile usare l’acqua della rete per dissipare il calore di condensazione di una macchina frigorifera”, spiega il direttore di Calore.
In Ticino il prelievo di calore da IDA (impianto di depurazione) per il teleriscaldamento non viene ancora praticato, si tratta quindi di una prima. “A livello svizzero, invece, esistono già quasi cinquanta esempi simili ma il potenziale è molto più elevato, se si conta che nel nostro Paese ci sono 800 impianti di depurazione con oltre 200 edifici allacciati. Il recupero di calore da depuratori, infatti, costituisce la terza fonte energetica per il teleriscaldamento, dopo la combustione di rifiuti e quella di cippato di legna”, afferma Curti.
Tornando al progetto Verbano 2030, quanti sono attualmente gli edifici allacciati alla sua rete?
“Ad oggi, ma siamo alla prima di quattro tappe di sviluppo, che include la messa in funzione della centrale e in cui abbiamo posato le condotte nella zona meno densamente costruita, abbiamo allacciato quasi tutti gli edifici presso i quali passa la rete; ciò corrisponde al 15% della potenza totale dell’intera rete. Il prossimo anno è previsto l’allacciamento del Centro Balneare Regionale e quello di altri edifici”, afferma Vinicio Curti, “nel comparto di sviluppo della rete abbiamo comunque complessivamente identificato un centinaio di edifici potenzialmente interessanti e interessati, per una potenza di circa 10 MW. Allacciando tutti questi stabili si abbasserebbero le emissioni di CO2 di circa 4000 t/anno”.
Ancora prima di realizzare il progetto, la società che se ne occupa ha infatti potuto notare una grande curiosità nei proprietari alla ricerca della produzione di calore del futuro. “Ora che stiamo realizzando il sistema siamo sicuri che vi sarà un grande interesse da parte loro per dotare il proprio edificio di una soluzione energetica moderna”, commenta a riguardo Curti, che è pure ricercatore senior presso l’Istituto di ingegneria meccanica e tecnologia dei materiali del Dipartimento tecnologie innovative della SUPSI di Lugano-Viganello.
In Svizzera, il teleriscaldamento è in uso da molti anni. Inizialmente impiegato per sfruttare l’energia residua prodotta da impianti termoelettrici e termovalorizzatori, è stato in seguito sviluppato allo scopo di migliorare l’efficienza energetica e l’impatto ambientale dei sistemi di riscaldamento, indipendentemente dalla preesistenza di una sorgente di calore da smaltire. Anche in Ticino è sempre più presente, sia nelle zone urbane che in quelle periferiche: “In Ticino si assiste ad un’espansione del teleriscaldamento, anche in situazioni di centri abitati non troppo importanti, a patto che vi siano zone abbastanza densamente costruite”, conferma Vinicio Curti, che continua: “in ambiente urbano il teleriscaldamento, che mette in opera unicamente sistemi idraulici, offre una risposta di qualità e positiva sul piano energetico ed ambientale nel lungo termine nell’ambito della produzione di calore; per contro, la realizzazione di impianti a pompa di calore individuale, nello stesso contesto, non è semplice. Essa richiede infatti la realizzazione di costosi pozzi di captazione della falda, che comunque sono soggetti ad autorizzazione in base alla densità di quelli già esistenti, oppure, nel caso di termopompe ad aria, espone a rischi di problemi acustici e di spazio”.
Tra i più apprezzati vantaggi del sistema di riscaldamento di cui ci stiamo occupando ci sono indubbiamente quelli di tipo ambientale. Il teleriscaldamento è infatti uno degli strumenti che Confederazione e Cantoni riconoscono per concorrere al raggiungimento degli obiettivi della politica energetica, che entro il 2050 intende azzerare le emissioni di gas serra derivanti dal parco immobiliare elvetico. A riguardo, va anche notata – secondo quanto rimarcano i promotori del progetto Verbano 2030 – la possibilità di beneficiare di incentivi qualora si decidesse di optare per una riconversione di impianti esistenti legati a fonti fossili o all’elettrico diretto a favore di un impianto di teleriscaldamento.
Un secondo vantaggio connesso a questo vettore di riscaldamento, pure molto apprezzato da chi vi opta, è di tipo economico. La maggiore efficienza derivante dalla produzione di calore centralizzata e realizzata su larga scala ha infatti ricadute economiche positive anche per i proprietari degli stabili allacciati ad una rete di teleriscaldamento. Gli utenti poi pagano solo il calore effettivamente consumato, eliminando i costi per il rifornimento di combustibile, e in presenza di impianti che sfruttano energie rinnovabili i prezzi si mantengono generalmente più stabili nel tempo. Non da ultimo, l’allacciamento al teleriscaldamento necessita di un semplice scambiatore di calore che permette di risparmiare spazi altrimenti occupati da caldaie e cisterne per l’olio combustibile e tutto quello che riguarda la produzione del calore è gestito professionalmente: dalla riparazione dei guasti ai rinnovi, passando per la manutenzione e gli adeguamenti normativi, tutto è affidato al fornitore.
I progettisti
Progettazione centrale termica
Committente: Calore SA
- Direzione progetto: Più Calore SA
- Direzione Lavori e architetto: Coarchitetto Sagl Ingegnere termotecnico: Visani Rusconi Talleri SA
- Ingegnere elettrotecnico: MawiGroup SA
- Ingegnere civile: Reali e Guscetti studio d’ingegneria SA
- Progettazione prima tappa di rete e allacciamenti
- Direzione lavori e genio civile: Andreotti & Partners SA
- Ingegnere termotecnico: Rigozzi Engineering SA
Un progetto ambizioso gestito con successo
Il progetto è stato sviluppato e coordinato in particolare da Adriano Galli* della Più Calore SA, azienda creata dalla visione condivisa di AET, SES, AMB e ACR per lo sviluppo e la gestione di progetti di teleriscaldamento e teleraffreddamento. Anche in questo caso, una delle sfide maggiori è stata quella relativa alle strette tempistiche realizzative e al rispetto dei preventivi, aspetti determinanti per garantire il successo di una tale operazione, in quanto vi è oggi una grande necessità, da parte dei proprietari di stabili riscaldati ad olio combustibile, di poter optare per una soluzione ambientalmente sostenibile e valida sul lungo termine, a costi interessanti.
*anche membro di comitato ATTS










