Con Roberto Schmid, Responsabile di Siemens Svizzera Succursale Lucerna e Ticino e attuale presidente dell’Associazione Tecnica Termo-Sanitaria, abbiamo fatto il punto della situazione sul suo mandato e sulle principali questioni che interessano il settore di pertinenza di un’associazione diventata negli anni un riferimento a livello cantonale, capace di aggiornare, valorizzare e far crescere una categoria professionale attiva in un ambito in continua evoluzione.
In conclusione del 45° anno di attività dell’Associazione Tecnica Termo-Sanitaria (ATTS) – fondata nel 1980 da un gruppo di professionisti del ramo con l’obiettivo di migliorare le conoscenze tecniche e promuovere lo scambio di esperienze tra operatori del settore – abbiamo intervistato l’attuale presidente, Roberto Schmid, da 16 anni responsabile della succursale Lucerna e Ticino di Siemens Svizzera.
Con lui abbiamo parlato dell’associazione, degli obiettivi, suoi e dell’attuale comitato, come pure tratteggiato un quadro generale della situazione che vive il settore termo-sanitario.
Ma facciamo un passo indietro; Signor Schmid, quando è entrato a far parte dell’associazione ATTS e cosa l’ha spinta ad impegnarsi come membro di comitato e, ora, come presidente?
Faccio parte dell’associazione da una quindicina di anni. La presidenza – che viene assunta a turni dai membri del comitato – l’avevo già avuta cinque anni fa e la riprendo ora volentieri, in primis per il piacere di continuare a lavorare con i miei colleghi; considero infatti l’ottima collaborazione che esiste tra di noi di grande stimolo.
ATTS ha alle spalle una storia lunga ben 45 anni: in quali elementi individua la forza dell’associazione?
Penso che un punto di forza risieda proprio nella coesione, tra i membri del comitato e, più in generale, tra i professionisti del settore, nostri associati. Coesione che siamo riusciti a creare negli anni e che ci impegniamo a mantenere viva per mezzo delle attività e dei progetti che portiamo avanti. E che questo sia apprezzato lo prova, anche, il numero significativo di persone che partecipa alle attività proposte e alla nostra assemblea annuale, non scontato se guardiamo a quanto succede con altre associazioni.
Ci sono altre caratteristiche che vuole sottolineare?
Sì, sono convinto che pure la capacità – e la volontà – di rinnovarsi costituiscano la forza dell’associazione. In questo aiuta, tra le altre cose, l’ingresso all’interno del comitato di nuovi membri, portatori a loro volta di nuove idee. Una linfa vitale che apprezzo molto, in quanto connessa alla possibilità di scoprire diversi aspetti e sensibilità, legati anche ad una differenza generazionale.
A questo proposito, com’è l’interesse da parte dei giovani per la vostra associazione?
In generale il numero di associati è piuttosto stabile, il che significa che un ricambio c’è. Di fatto, riceviamo mensilmente candidature di persone che intendono entrare a far parte della nostra associazione.
Passiamo ora agli obiettivi del suo anno di presidenza; innanzitutto, pensa di apportare dei cambiamenti rispetto a chi l’ha preceduta?
No, dato il buon riscontro che abbiamo da parte dei nostri associati non intendo apportare stravolgimenti ma neppure grandi cambiamenti.
Quali sono quindi i suoi principali obiettivi?
Innanzitutto intendo continuare con la proposta di corsi e attività di aggiornamento, su ambiti ed argomenti diversi, che riscuotono sempre un buon successo da parte dei nostri associati. Ai corsi in presenza, che riguardano formazioni tecniche di vario genere, abbiamo affiancato lo scorso anno la formula del webinar, la quale è stata fin da subito particolarmente apprezzata e che è pertanto mia intenzione mantenere e potenziare.
Cosa è piaciuto in particolare di questo nuovo tipo di formazione?
Da un lato la comodità, nel senso che per chi è interessato non risulta in genere complicato ritagliarsi 45-60 minuti per la formazione, che normalmente tendiamo a proporre sul mezzogiorno; dall’altro questa forma è stata particolarmente apprezzata perché si tratta di spot, di informazioni mirate, con le quali si vanno a toccare tematiche attuali inerenti il settore.
Ci sono altre novità da segnalare in questo ambito importante per voi che è quello degli interventi formativi?
A complemento di quanto appena illustrato, quest’anno desidero proporre l’ampliamento dell’offerta formativa includendo attività dedicate ai responsabili operativi delle aziende (responsabili team, responsabili di cantiere, imprenditori, …) con l’obiettivo di fornire loro strumenti per accrescere le competenze in ambito gestionale. Fin qui – come visto – ci siamo concentrati, per quel che riguarda la formazione, sull’aspetto tecnico della nostra professione, nell’ottica di dare delle basi solide ai nostri associati e farli di conseguenza crescere. Questa nuova offerta potrebbe invece essere, anche, un’opportunità per i responsabili operativi di capire meglio le esigenze dei propri collaboratori.
Dove nasce l’idea di questo “cambio di prospettiva” dell’offerta formativa?
Da un dato di fatto, la difficoltà cioè a trovare personale qualificato nel nostro campo, di cui si era parlato anche lo scorso anno, e quello prima, su queste pagine. Si tratta di un elemento concreto, ulteriormente peggiorato dall’avvicinarsi all’età del pensionamento dei baby boomers, il cui ricambio in quanto forza lavoro non è garantito, sia per il calo demografico che per una certa perdita di interesse per le professioni artigianali. Qualcosa, ovviamente, per contrastare questa tendenza si sta facendo, per esempio si stanno muovendo dei passi per sensibilizzare i ragazzi delle scuole, medie in primis, riguardo alle professioni artigianali. Ma poi ci si scontra con un altro problema, il fatto cioè che gli apprendisti, che in realtà per fortuna non mancano, hanno tendenza a cercare altre strade una volta finita la formazione. Di fronte a questo scenario, il mio ragionamento è stato quello di guardare in un’altra direzione e muoversi per riuscire a motivare, e quindi poi mantenere, i validi collaboratori che abbiamo in azienda. Perché se riusciamo, oltre che a creare un buon ambiente di lavoro, a fidelizzare i dipendenti, a suscitare interesse, per esempio mostrando quelle che sono le possibilità di sviluppo all’interno dell’azienda, a convincerli insomma che lì dove stanno è il posto giusto, avremo meno bisogno di cercare qualcuno dall’esterno.
Rafforzare le competenze gestionali dei responsabili operativi permetterebbe quindi di mantenere un ambiente aziendale attrattivo e competitivo; quali potrebbero essere le tematiche dei corsi a loro rivolti?
I corsi potrebbero vertere su temi quali “Conduzione di un team”, “Comunicazione interpersonale”, “Gestione del cambiamento”, “Gestione dei conflitti e negoziazione”, “Innovazione e creatività” oppure “Cultura aziendale e valori”.
Abbiamo parlato di una certa difficoltà nel reperire personale qualificato; ma a livello di domanda, come si presenta il mercato del lavoro nel settore termo-sanitario? C’è richiesta di nuovi professionisti?
Richiesta ce n’è molta. Proprio per questo dobbiamo riuscire a convincere le giovani generazioni della bellezza delle nostre professioni, dobbiamo risvegliare – come detto – l’interesse per le professioni artigianali. A tale riguardo, ci tengo a precisare che ultimamente si osserva una certa inversione di rotta, data anche dal fatto che vi sono ragazzi che apprezzano la possibilità di tornare a qualcosa di più manuale, di analogico, di distanziarsi cioè dal digitale. Questo è sicuramente un punto positivo e dobbiamo continuare in questa direzione. Oltre a ciò dobbiamo, in generale, sensibilizzare sulle nostre professioni, mostrare le opportunità che offrono in materia di sbocchi, testimoniare cosa il singolo può fare come artigiano, la soddisfazione che si prova nel momento in cui si consegna un impianto che funziona bene e soddisfa il cliente. Dobbiamo, insomma, riuscire a trasmettere la passione che ci anima e che sarà, anche in futuro, alla base del nostro successo.
Procediamo ora ad alcune considerazioni sul momento che sta vivendo il settore della tecnica termo-sanitaria; quali sono le principali sfide che deve affrontare?
Il periodo di grandi incertezze causate dalla situazione internazionale in cui ci troviamo frena gli investimenti per quel che riguarda sia le nuove costruzioni che l’ammodernamento di impianti vetusti. Tutti gli attori tendono ad essere prudenti e questo ovviamente non aiuta né lo sviluppo del mercato, né, in particolare, quello del nostro settore. In questo contesto intravvedo però un potenziale di espansione e una possibile opportunità legati alla sempre maggiore sensibilità degli imprenditori, in parte spinta dalle esigenze degli investitori, nella ricerca di una maggiore sostenibilità e del rispetto degli aspetti ecologici. Una tendenza che, grazie alla sensibilità di molti, c’è la possibilità di spaziare in altre e nuove direzioni, per quel che concerne la consulenza e la progettazione, l’impiantistica, fino ai sistemi di gestione intelligente degli edifici.
In tema di sostenibilità ed impatto ecologico, dove può in particolare andare ad agire il settore della tecnica termo-sanitaria?
Possiamo innanzitutto agire sull’efficienza energetica, progettando sistemi di riscaldamento, ventilazione e condizionamento che ottimizzino il consumo energetico, ricorrendo anche alle energie rinnovabili – come il fotovoltaico, la geotermia o le biomasse – che possono essere integrate nell’edificio e combinate con fonti energetiche di base. Oltre a ciò, possiamo avere un impatto gestendo l’illuminazione e l’ombreggiamento, in particolare massimizzando l’utilizzo di luce naturale e riducendo nel contempo l’influsso termico negativo sul clima interno. Un aspetto molto importante riguarda poi i materiali, il che significa progettare favorendo fin dalle prime fasi l’utilizzo di materiali da costruzione e prodotti sostenibili, con un basso impatto ambientale lungo tutto il loro ciclo di vita e che quando non più necessari possano essere riutilizzati o riciclati. In tutti questi ambiti chi lavora nel nostro campo può davvero fare la differenza, aiutando di fatto l’investitore ad essere maggiormente sostenibile e rispettoso dell’ambiente, senza nulla perdere ovviamente in termini di qualità ed efficienza.
Come si ripercuotono, in conclusione, queste nuove sfide sul personale?
Queste nuove sfide, richiedono il coinvolgimento di professionisti ben formati sui differenti campi. Tornando a quanto accennato in precedenza, il nostro settore necessita, e necessiterà anche in futuro, di figure professionali che svolgano con competenza ed entusiasmo il nostro lavoro.










